Caso Durigon, silenzio di Lega e Governo. Gli altri partiti chiedono le dimissioni
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Caso Durigon, silenzio di Lega e Governo. Gli altri partiti chiedono le dimissioni

Non solo Ius soli e green pass, ma anche il caso del sottosegretario leghista all’Economia, Claudio Durigon, sta facendo sudare il Governo, e non per le temperature pur roventi di questi giorni. Durigon aveva proposto l’intitolazione del parco di Latina, ora dedicato a Falcone e Borsellino, ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce. Subito Pd, M5S e Leu hanno chiesto le dimissioni del politico del Carroccio, una parte della maggioranza parlamentare è pronta a sfiduciarlo in Aula. “Intollerabile ciò che ha detto – ha commentato il ministro Stefano Patuanelli – credo che non sia compatibile con la sua permanenza al governo”. Arriva l’affondo anche del segretario Pd,  Enrico Letta: “Starebbe a lui fare un passo indietro. Per quanto ci riguarda faremo il possibile perché questo avvenga”. Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si aspettava “delle scuse mai arrivate: a questo punto dovrebbe fare un passo di lato”. Silenzio, per ora, da Palazzo Chigi e dalla stessa Lega.

In un’intervista al Fatto quotidiano, lo storico del fascismo Mauro Canali, racconta che Arnaldo Mussolini “è il
costruttore dello Stato totalitario”. “Arnaldo si è assunto, pubblicamente, tutte le responsabilità del duce”, spiega Canali. Sul fatto che venga descritto come il fratello buono, lo storico precisa che “è una memoria falsa, tramandata prima da Benito, che gli ha dedicato una biografia in cui ne ha fatto un santo, e poi dai fascisti. Nell’agiografia che Benito ha scritto sul fratello, morto prematuramente nel ’31, il duce ha mistificato moltissimi episodi, dai sospetti di corruzione alle infedeltà”. E lo storico invoca l’intervento di Draghi. Quella di Durigon – dice – è “una provocazione che è andata oltre, Draghi dovrebbe intervenire: o costringerlo a ritrattare o indurlo a dimettersi. Non è tollerabile che un membro del governo offenda così i valori etici fondanti della nostra democrazia”. 

Il deputato Questore, Francesco D’Uva, ha rincarato la dose: “Ammetto che le dichiarazioni di Durigon mi hanno lasciato l’amaro in bocca da siciliano e da rappresentante delle istituzioni – ha detto – dovrebbe chiedere scusa ai familiari di Falcone e Borsellino e di tutte le vittime della mafia e lasciare il posto nelle istituzioni”.

Stefania Losito

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