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Cos’è la JOMO, la nuova controtendenza che si contrappone a frenesia e multitasking digitale

Secondo uno studio del Pew Research Center, il 43% dei giovani adulti preferisce la tranquillità di casa alle uscite sociali. È l’ultimo fenomeno, diventato tendenza, denominato JOMO: “Joy Of Missing Out”, cioè la “gioia di perdersi qualcosa”. Non si tratta di pigrizia né di isolamento, bensì di una scelta consapevole nel ritrovare equilibrio ed energia. Un’inversione di tendenza giovanile che si sostituisce alla “FOMO” (“Fear Of Missing Out”): questa, contrariamente, è la “paura di essere tagliati fuori/di essere esclusi”.

Ma il rimanere a casa invece di andare fuori può davvero farci stare bene? Per la scienza pare di sì! Figure come psicologi e neuroscienziati confermano che la solitudine attiva aree cerebrali legate alla sfera della creatività e del benessere. Restare a casa – anche e soprattutto da soli – può essere rigenerante, dunque. Specie per chi vive in una condizione di costante iperconnessione. Ritagliarsi uno spazio per sé, ritrovarsi con sé stessi, migliora la concentrazione apportando benefici all’umore e allo stato psico-fisico generale della persona. Tutto questo facendo attenzione che la chiave sia sempre quella della consapevolezza e della moderazione: evitare le uscite fuori non deve diventare un’abitudine isolante; le relazioni restano prerogative fondamentali per la salute mentale.

Il vero lusso, oggi, è potere scegliere dove stare in base a come ci si sente. Il vivere bene – e anche il (nuovo) dolce vivere – è la gioia di godersi momenti autentici lontano dal caos, avere il privilegio di potersi permettere di rallentare e di apprezzare il silenzio. Così, l’agognato divano da simbolo perenne dell’ozio diventa un valido alleato del self-care. Attività come leggere, guardare la tv, ascoltare musica, ma anche fermarsi a guardare il mondo, riflettere e fare introspezione diventano scelte cariche di contezza e di verità.

Contrariamente a quanto si pensa o a quanto ci viene inculcato/imposto dai didkat della società, il messaggio è che non si deve sempre essere ovunque per sentirsi parte (viva o attiva) di qualcosa. Che ci si senta “team serata” o “team divano”.

Di contro aumenta il numero degli “Hikikomori” (parola giapponese che letteralmente significa “stare in disparte”), ovvero i giovani che cercano l’isolamento sociale totale. Un trend raddoppiato negli ultimi anni secondo le stime. Dai dati di Monitoring The Future emerge una realtà impressionante: negli ultimi vent’anni la percentuale di ragazzi che scelgono di incontrarsi e stare insieme è precipitata, passando dal 60% al 30%. Emergono quindi i disagi delle nuove generazioni nell’era del digitale.

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