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La decisione storica del circo legato alla famiglia di Moira Orfei, “Regina del Circo Italiano”, arriva dopo 35 anni

Il circo Orfei, senz’altro il più noto tra i nomi del panorama circense italiano, ha preso una decisione storica: dire basta agli animali. La scelta arriva dopo anni di dibattiti sull’etica dell’utilizzo di animali nei circhi e sotto la crescente pressione dell’opinione pubblica e delle organizzazioni per i diritti degli animali.

Una scelta che rappresenta una trasformazione netta rispetto alla tradizione che per decenni ha caratterizzato il nome Orfei, da sempre associato a esibizioni con animali esotici e cavalli. Nelle dichiarazioni rilasciate, la famiglia Orfei ha sottolineato come il circo voglia evolversi, mantenendo intatta la magia dello spettacolo ma in una forma nuova, più in linea con le aspettative contemporanee. Si è parlato di “decisione maturata nel tempo”, frutto di riflessioni profonde e della volontà di adeguarsi a una sensibilità sociale cambiata.

L’annuncio ufficiale è arrivato al termine dell’ultima esibizione come domatore di Stefano Nones Orfei, figlio della Diva dei circhi e principale erede dell’arte circense nella dinastia Orfei. Decisione maturata dopo la morte dell’adorata mamma, antesignana e precorritrice di quello che, dal 1961, è un vero e proprio marchio di garanzia e di qualità quale è il Circo Moira Orfei. Manifesto, icona pop di stampo internazionale, spesso conosciuto sotto il nome di “L’unico. Il vero circo di Moira Orfei”, è stato il primo complesso italiano a ricevere nel 1987 il Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo.

Di concerto con la moglie Brigitta Boccoli – anche lei impegnata nel progetto artistico del circo (galeotto fu proprio il tendone di un circo, con i due conosciutisi nel fortunato “Reality Circus” di Barbara D’Urso) – Stefano Orfei ha spiegato di “voler guardare al futuro puntando esclusivamente sulle performance artistiche umane”: giocolieri, illusionisti, ballerini, acrobati, clown, trapezisti, contorsionisti, equilibristi, ventriloqui, prestigiatori, spettacoli di luci e numeri sensazionali senza l’impiego di animali. L’inizio di una nuova era per un modo di fare “circo” che punta e si concentra su abilità e arte umana. Su questo fronte, la Boccoli (già nota al grande pubblico come showgirl e attrice insieme alla sorella Benedicta) ha evidenziato come “il talento umano sia più che sufficiente per garantire uno show di alto livello e come questo cambio di rotta possa rappresentare un’opportunità di rilancio creativo”.

Alla base della scelta di smettere con gli animali, molteplici motivazioni: l’opinione pubblica è diventata più sensibile ai diritti degli animali e sempre più persone si rifiutano di assistere a numeri con animali addestrati. Nel tempo si sono sollevate critiche crescenti e polemiche riguardo alle condizioni di vita, l’addestramento spesso considerato crudele e il fatto che gli animali siano sottoposti a stress e torture psicologiche per esibirsi in situazioni innaturali. Pertanto, tenuto conto di questo, il marchio Orfei ha deciso di rispondere a questa evoluzione culturale e allinearsi alla crescente richiesta di circhi senza animali.

Una decisione definita “storica” che segna una svolta importante per una delle realtà simbolo del circo tradizionale in Italia, conosciuta in tutto il mondo. Con questo annuncio gli Orfei aprono una nuova fase della propria storia, per chiudere metaforicamente (e non) le gabbie, puntando su spettacolarità e innovazione, ma senza più animali in pista. Addio alle iconiche tigri bianche e a tutte le specie feline che per decenni e intere generazioni hanno fatto scena, tenuto in sospeso e fatto emozionare milioni di spettatori in tribuna. (Proprio come la storia del passato ci insegna con i grandi spettacoli nelle arene.)

Passo storico in Francia: il Parlamento vieta l’uso di animali selvatici nei circhi itineranti

Lo stop agli animali negli spettacoli circensi arriva anche dai nostri “cugini d’Oltralpe“. L’obiettivo è proteggere gli animali dagli spettacoli forzati e migliorare le condizioni di lavoro dei performer circensi. Il divieto non riguarda soltanto specie come elefanti, orsi, cammelli, leoni, tigri, ma prevede un pacchetto più ampio che include restrizioni anche su cetacei in cattività e allevamenti di visoni.

La nuova legge approvata dal Parlamento francese in materia del benessere animale non entra in vigore nell’immediato, ma avrà un’applicazione graduale. Alcune misure di divieto saranno pertanto pienamente operative entro i prossimi anni, prevedendo un periodo di transizione per permettere ai circhi di adeguarsi alla nuova normativa.

Circo Senza Animali: la prospettiva futura che è già presente e realtà. Le reazioni

Le posizioni dell’Italia riguardanti la decisione di estromettere gli animali dai circhi hanno suscitato reazioni contrastanti. Commenti positivi arrivano dal mondo animalista, con i gruppi di difesa dei diritti degli animali che considerano la mossa un passo importante verso un futuro senza sfruttamento animale. Critiche, invece, da parte dei tradizionalisti e appassionati del circo, che considerano la decisione un colpo alla tradizione del circo stesso, storicamente associato all’uso di animali nelle proprie esibizioni. Basti pensare alle stesse maestranze, quali addestratori, domatori, cavallerizzi e artisti equestri che, con l’estromissione degli animali dai tendoni, cesserebbero di esistere, non avendo queste figure più ragione alcuna d’essere.

Ma il Circo senza Animali saprà offrire le stesse vibes e la stessa magia date finora dalle esibizioni classiche? Il noveau cirque (“nuovo circo” detto anche circo contemporaneo) è davvero il futuro del circo? In Italia, intanto, resta aperto il dibattito su un tema così forte, importante e caldo come quello riguardante la tutela degli animali.

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