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Patente di guida a 17 anni, modifiche alle multe, alla circolazione cittadina e su autostrada. Nuove regole anche per i pedoni

<p>Cosa dice il testo base del nuovo Codice della Strada Sul tavolo diverse novità che potrebbero cambiare il modo di guidare per tanti utenti della strada. Le proposte riguardanti una revisione del Codice della Strada, alle quali sta lavorando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono ancora in fase di elaborazione, di proposta e […]</p>

di Mariella TrapaniSettembre 11, 2026  |  4 min di lettura

Cosa dice il testo base del nuovo Codice della Strada

Sul tavolo diverse novità che potrebbero cambiare il modo di guidare per tanti utenti della strada. Le proposte riguardanti una revisione del Codice della Strada, alle quali sta lavorando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono ancora in fase di elaborazione, di proposta e di consultazione. Tra queste, la più importante è quella dell’abbassamento del limite d’età a 17 anni per conseguire la patente B – già previsto dalle direttive UE e che l’Italia dovrà recepire entro la fine del 2027. Il MIT valuta anche la possibilità di introdurre nel proprio Codice la guida accompagnata già all’età di 16 anni. La priorità è garantire la sicurezza stradale, fa sapere il dicastero del Governo, che si pone l’obiettivo di arrivare a formulare un testo il più attento possibile alle esigenze di chi guida e di tutti i soggetti della strada.

Ma cos’altro potrebbe cambiare per automobilisti, rider e pedoni? Per quanto riguarda la circolazione urbana, il Ministero vuole introdurre nuove norme per le biciclette a pedalata assistita (super-bici), come l’obbligo di indossare il casco e l’applicazione di un contrassegno identificativo sul mezzo. Per i disabili sono previste più tutele per il CUDE (“Contrassegno Unificato Disabili Europeo”): il pass che permette alle persone con disabilità di sostare negli stalli a loro riservati, di poter accedere alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e di sostare gratuitamente anche nei parcheggi a pagamento, qualora gli spazi appositi fossero occupati.

Il legislatore guarda anche ai pedoni, con la proposta dell’obbligo per questi di munirsi e indossare il giubbotto ad alta visibilità o le bretelle retroriflettenti sulla carreggiata fuori dai centri abitati, nelle ore notturne e in assenza di illuminazione pubblica. L’obbligo scatterebbe anche nelle ore diurne se ci si trovasse all’interno di gallerie o in condizioni meteorologiche o ambientali avverse che ostacolano la visibilità e l’individuazione, scongiurando il rischio di incidenti con terzi soggetti. Nell’ipotesi in cui il pedone si trovi sprovvisto del giubbotto o delle bretelle, il testo prevede di utilizzare un dispositivo luminoso di segnalazione che proietti orizzontalmente una luce arancione in tutte le direzioni (lampeggiante) o qualsiasi altro adeguato dispositivo di illuminazione.

Riguardo alla guida sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali a tre corsie, il MIT parla di un possibile sorpasso a destra: potenzialmente consentito quindi in determinate situazioni di traffico, sfruttando maggiormente la possibilità di circolare per corsie di marcia parallele sulle strade a tre corsie, rendendo più scorrevole la circolazione senza dover effettuare una vera e propria manovra di sorpasso sulla destra e rendendo in tal modo più ampia tale applicazione. Per i motociclisti, si fa strada l’ipotesi delle moto in corsia d’emergenza, potenzialmente consentita in caso di traffico intenso (code e rallentamenti) e a specifiche condizioni, pur lasciando libera la corsia ai mezzi di soccorso.

Nella riforma, anche un sistema sanzionatorio più proporzionale, proporzionato e marcato rispetto all’attuale, con l’eventuale modifica delle sanzioni per il superamento dei limiti di velocità basati sui criteri della progressività: ad esempio, sulle autostrade le multe potrebbero aumentare di 10 euro per ogni chilometro in eccesso, mentre sulle urbane ed extraurbane l’aumento sarebbe di 5 euro per ogni km/h oltre il limite. Prevista anche una riduzione delle sanzioni per i motocicli parcheggiati in divieto di sosta, con il dimezzamento dell’importo della multa rispetto a quello previsto per le automobili. Nella bozza sono previste, inoltre, notifiche delle multe più rapide: tra le modifiche c’è la riduzione da 90 a 30 giorni del termine per notificare le multe rilevate da remoto. Il 70% delle multe sarebbe destinato alla sicurezza stradale.

Una stretta potrebbe arrivare sui veicoli privi di assicurazione, attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione, rendendo così più efficaci e serrati i controlli. Previsti un divieto di circolazione digitale, il sequestro del mezzo in caso di mancata regolarizzazione e sanzioni più pesanti. Tra questi, l’aumento dei punti decurtati che passerebbero da 5 a 7 e una breve sospensione della patente.

Le misure, ribadiamo, dovranno ancora essere approvate prima di diventare operative. Fino al 13 settembre associazioni e categorie potranno presentare le proprie proposte o eventuali modifiche, poi il testo della riforma dovrà essere definito e votato in Parlamento entro il 14 ottobre.

Mariella Trapani

Autore su Stranifatti.it. Fatti, storie e persone raccontati con attenzione al territorio.

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