
La legalità entra nelle scuole di Bari con un programma che prova a superare la lezione frontale e a trasformare temi complessi in confronto, teatro e partecipazione. “Percorsi di legalità”, promosso dal Comune e dalla Giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, accompagnerà nell’anno scolastico 2026/2027 gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Quattro temi vicini alla vita degli studenti
Il progetto è articolato in quattro percorsi. Il primo riguarda antimafia sociale, legalità e memoria, con attenzione alla conoscenza dei fenomeni mafiosi e alle storie delle vittime innocenti. Il secondo affronta la violenza di genere, la cultura del rispetto e del consenso. Il terzo è dedicato a bullismo, cyberbullismo e rischi connessi alla diffusione impropria di immagini in rete. Il quarto mette al centro il lavoro giusto, la dignità della persona e il contrasto allo sfruttamento, dal lavoro irregolare al caporalato e al lavoro povero.
Sono temi diversi, ma attraversati da una stessa domanda: come si traduce la legalità nelle scelte di ogni giorno? L’obiettivo dichiarato è aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere diritti, responsabilità e conseguenze dei comportamenti, evitando di ridurre la legalità a un insieme astratto di regole.
Il confronto con istituzioni e società civile
Gli studenti potranno dialogare con rappresentanti della magistratura, dell’avvocatura, delle forze di polizia, dell’università, delle associazioni e della società civile. Il programma rientra nelle attività dell’Osservatorio comunale per la Legalità e l’Antimafia sociale, istituito dalla Giunta barese con la deliberazione numero 530 del 29 luglio 2026.
L’iniziativa è stata presentata il 30 settembre a Palazzo della Città. Tra i partecipanti figuravano la presidente dell’ANM Bari Antonella Cafagna, la direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppina Lotito e gli assessori comunali Nicola Grasso, Vito Lacoppola e Paola Romano.
Il teatro civile come strumento educativo
Accanto agli incontri tematici è previsto un programma di teatro civile. Il primo appuntamento annunciato è per il 23 novembre al Teatro Petruzzelli con “Il sindaco pescatore”, dedicato alla storia di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre 2010.
Il 25 gennaio, al Teatro Piccinni, è previsto un incontro con Gianrico Carofiglio attorno ad “Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza”. Il 2 marzo, ancora al Piccinni, andrà in scena “Il figlio del magistrato”, racconto dei cinquantasette giorni fra la strage di Capaci e l’attentato di via D’Amelio attraverso lo sguardo del figlio di un magistrato.
La scelta del linguaggio teatrale può offrire uno spazio ulteriore per comprendere fatti storici e conflitti sociali senza separarli dalle emozioni e dalle responsabilità personali. La sfida sarà accompagnare gli spettacoli con occasioni di preparazione e restituzione nelle classi.
Dalla testimonianza alla partecipazione
La qualità di un progetto di educazione civica non si misura soltanto dal numero degli incontri, ma dalla capacità di lasciare strumenti utilizzabili: riconoscere una discriminazione, chiedere aiuto, usare con responsabilità immagini e piattaforme, conoscere i propri diritti sul lavoro, comprendere come agiscono le mafie nella società.
“Percorsi di legalità” parte da un’impostazione costruttiva: non parlare ai giovani soltanto come destinatari di regole, ma coinvolgerli come persone capaci di osservare, fare domande e proporre soluzioni. È un passaggio importante, perché la legalità diventa credibile quando viene sperimentata come partecipazione e non soltanto evocata nelle ricorrenze.
Fonti
- Comune di Bari, “Percorsi di legalità”, comunicato del 30 settembre 2026.
- ANSA Puglia, presentazione e programma del progetto, 30 settembre 2026.
Fonti consultate il 1° ottobre 2026.




