L’Italia ripudia la guerra, lo cita un articolo della Costituzione, per la precisione l’art. 11. Sono passati 74 anni da quel lontano, ma mai come ora vicino, 1948: era l’imminente dopoguerra, erano gli anni della rinascita dopo lo scempio del secondo conflitto mondiale (1939-1945 ndr.) era l’anno in cui lo statista Enrico De Nicola firmava quella che ad oggi è la nostra carta costituzionale, il “vangelo” civile del popolo italiano, lo strumento per un vivere in pace e in giustizia.

Ecco, pace. Evidentemente già allora gli italiani erano spinti da quel desiderio di “disarmo” che albergava in loro dopo quello che avevano visto in 5 anni di conflitto mondiale causato dall’invasione della Polonia da parte dell’esercito tedesco, i “crucchi”; dopo la crudeltà e la ferocia di un sovranista-tiranno come Adolf Hitler, era appunto l’alba del 1948, la rinascita.

2022, guerra in Ucraina. Non c’è più Hitler, c’è il russo Vladimir Putin ad invadere un territorio indipendente. Non ci piace fare paragoni azzardati, ma quello che stiamo osservando, sentendo e leggendo i fatti di cronaca non si discosta molto dalla ferocia del suo predecessore austriaco: cattiveria, morti innocenti, distruzione. Cosa fare di fronte a questa immane e ingiustificata violenza?

Il popolo italiano sta rispondendo con un, concedeteci la metafora, “bombardamento di amore” e solidarietà a sostegno della popolazione ucraina vittima di questa insulsa guerra.

Oggi siamo andati a Molfetta presso il Santuario della Madonna dei Martiri gestito dai frati minori di Puglia e Molise. C’è Fr. Nicola Violante ad accoglierci con il suo sorriso, la sua gentilezza e simpatia. Ci presentiamo con un nostro piccolo gesto solidale e col desiderio di raccontare “il bello” e lui ci dice che da quando hanno attivato la raccolta a sostegno dei rifugiati sul fronte bellico (appena poche ore fa’ ndr.) sono arrivati in sede centinaia di carichi tra viveri, scatolame e medicine destinati al confine tra Romania e Ucraina per questa missione di amore.

Ci guardiamo intorno e anche se notiamo pacchi e bustoni accatastati alla meglio pronti ad essere caricati sul primo Tir, ci rendiamo conto della potenza e bellezza che può fare un gesto di solidarietà, un piccolo gesto di amore. Andiamo via commossi e nel mentre altri pacchi giungono in convento.

L’Italia ripudia la guerra, ma non l’aiuto! Risuona forte e chiaro questo slogan, dunque, questo inno al cessare ogni ostilità che danneggia soprattutto gli innocenti, ora più che mai, ma l’amore non cesserà mai di esistere.

Chiunque volesse aderire nelle sue possibilità, quindi, a questa iniziativa (no indumenti per il momento) può farlo recandosi presso lo stesso santuario sito a Molfetta (dalla tangenziale uscita Molfetta nord) in orari mattutini o pomeridiani o telefonando al num. 080.338.13.69.

Stefano Patimo

direttore@stranifatti.it

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