San Giuseppe. In rete una lettera al Santo che fa riflettere. Il fatto

La Redazione

Sta facendo molto riflettere quanto apparso su un noto social network poco tempo fa riguardo l’attuale ricorrenza legata ad uno dei santi più venerati dai cristiani, San Giuseppe, oggi 19 marzo come ogni anno.

Spesso, infatti, accade che durante queste ricorrenze da rosso sul calendario ci si dedica molto a soddisfare la “pancia” e poco l’essenza, anche verso il prossimo ed è proprio questo che molti ritengono contraddittorio; in rete una missiva al Santo che ha dato i natali a Gesù firmata da un anonimo. Di seguito il testo integrale. Buona lettura e riflessione.

“Caro San Giuseppe,
ti scrivo per dirti che non sopporto alcune cose legate a questo giorno e per questo motivo proverò ad elencarne alcune che mi hanno molto colpito.
Perché ogni volta che si pensa a Te il pensiero è legato in primis ad un bisogno famelico di dolce?
Tu sei stato un padre dolce, è vero, ma la tua missione non è stata di certo ingozzare tuo figlio o i suoi seguaci per farti voler bene;
San Giuseppe, perché solo oggi si ricorda la festa del papà e gli altri giorni ci si dimentica quasi di chi ci ha generato e, nonostante tutto, ci ha voluto bene? È vero, ogni giorno la sua fatica, ma sarebbe bello se fossimo tutti più veri nei gesti di tutti i giorni e non solo durante le “feste comandate, che ne pensi?
San Giuseppe, tu hai lottato per salvare la tua famiglia, eppure oggi nel ricordo di quanto è avvenuto di santo tanti anni fa e nel tuo nome, molti di noi in famiglia vivono ancora nel conflitto e non nella salvezza, facendo finta di nulla, perché?
San Giuseppe siamo quasi al termine di questa giornata e da domani ci saremo già dimenticati di sorrisi, dolci, auguri e “cari papà” perché siamo umani e ci sta, ma ti chiedo una grazie insieme alle tante che ho in elenco: l’anno prossimo più che solo “dolce” sperimentiamo anche il “sale” quello della testa e non della pancia, aiuterebbe tanto a riflettere e a noi che abbiamo o stiamo addentando ancora una zeppola ricordiamoci che dietro a questo piccolo bignè c’è una vita che necessita di perché, come oggi come sempre per non rendere scontato quello che di scontato non lo è!

Perché, allora, San Giuseppe? (Lo chiedo a me e a tutti quelli che credono in Te!)

Grazie San Giuseppe, da domani cercherò di essere più vicino a te e a chi come te mi ha permesso di esistere, essere me. Rispondimi sempre, ci conto, grazie!
P.S. scusami se non conosco bene nemmeno una preghiera che ti riguarda e che nemmeno oggi ho recitato…ma mi piace pensare che come un bimbo sto lì, sotto il tuo sguardo paternale.

Buonanotte grande Papà, sarà sempre festa qua e nell’aldilà…non dimenticarti della nostra poca umanità!

Firmato
Anonimo”

La Redazione

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