
E’ ritornato nelle sale di tutta Italia per un evento speciale dal 4 al 10 dicembre scorso, il cult natalizio anni ’90 “Home Alone” conosciuto anche come “Mamma ho perso l’aereo”. 35 anni dalla sua uscita al cinema (gennaio ’91 ndr.) e ancora oggi il film diretto da Chris Columbus con protagonista Macaulay Culkin nei panni di Kevin Mccallister ha spopolato: oltre 1mil di incassi e tantissimi fedelissimi a questa pellicola, rivisitata in 4K per l’occasione. Un prodotto cinematografico che, senza ombra di dubbio, ha fatto la storia.
103 min che raccontano allo spettatore, più fedele e già preparato sulla trama e sul suo intreccio e a quello nuovo, soprattuto giovane (minuti mai così immersivi per l’occasione ndr.) non solo le peripezie di Kevin, 8 anni e della sua famiglia, le trovate dei “ladri del rubinetto” e le storie di personaggi secondari, ma soprattutto 103 min coinvolgenti con una narrazione di vita reale, mai così attuale e desiderata, che tra colpi di scena, momenti ironici e toccanti passaggi emozionanti riescono a strappare sorrisi e lacrime di commozione, ma con una chiave semantica che fa riflettere.
Facciamo un passo indietro. Questo film nasce con un’idea, ma in corso d’opera vien fuori uno storytelling caratterizzato da tante curiosità e novità. Un coupé de teatre in grado di sorprendere pubblico e addetti ai lavori. Tra le tante curiosità legate al set di “Home Alone” ci sono spaccati riguardo la regia, gli attori e gli effetti speciali. Andiamo per ordine.
REGIA E PRODUZIONE — DETTAGLI NASCOSTI
• Il film nacque da una vera paranoia di John Hughes
Durante un viaggio con la famiglia, Hughes ebbe un lampo di terrore: “Ho preso tutti i bambini?”
Quella sensazione gli rimase così impressa che scrisse la prima bozza della sceneggiatura in soli 9 giorni, un tempo incredibilmente breve per un lungometraggio.
• Chris Columbus e l’estetica del Natale
Columbus ha un debole per i film natalizi luminosi e pieni di atmosfera; per questo impose uno stile molto caldo, brillante e decorativo, nonostante gran parte della storia sia una “battaglia domestica”.
Ogni stanza della casa è stata volutamente riempita di rosso, verde e oro per evocare il Natale anche quando non mostrato direttamente.
• L’intera produzione si appoggiò a una scuola… incredibile ma vero
La New Trier High School di Northfield (Illinois) era stata chiusa per ristrutturazioni. Hughes la affittò e la trasformò in:
- un teatro di posa,
- un ufficio di produzione,
- un magazzino scenografico,
- il luogo dove ricostruire interni completi.
L’unico set realmente nella casa originale sono gli esterni e poche scene al piano terra.
SET E SCENOGRAFIA — PARTICOLARI UNICI
• Il pavimento della casa era costruito per “soffrire”… ma non troppo
Le cadute di Harry e Marv necessitavano un pavimento resistente ma leggermente ammortizzato. La troupe costruì una superficie nascosta sotto i tappeti per attenuare gli impatti, pur mantenendo l’aspetto realistico.
• Gli addobbi natalizi erano studiati al dettaglio
Non è un caso se qualunque stanza della casa sembra un set natalizio: la scenografa aveva un’unica direttiva da Columbus:
“Voglio che, anche solo guardando lo sfondo, il pubblico senta il Natale”.
Per questo:
- le pareti della casa sono state ridipinte di rosso (nella casa reale non erano così);
- sono stati aggiunti infiniti props natalizi, molti invisibili a una prima visione.
• Il microfono nascosto in Talkboy
Il famoso registratore Talkboy non esisteva: fu creato per il film come semplice prop scenico.
Il gadget divenne così popolare che, dopo l’uscita, la Tiger Electronics fu sommersa dalle richieste e lo trasformò in un prodotto reale nel 1992.
ATTORI — RETROSCENA E MOMENTI DIFFICILI
• Joe Pesci voleva mordere davvero Macaulay Culkin
Durante le prove, Pesci cercava spesso di mantenere un tono aggressivo. Un giorno, durante la scena in cui Harry minaccia Kevin, Pesci morse davvero il dito di Culkin, lasciandogli un piccolo segno.
L’attore confessò: “Il metodo era troppo realistico!”
• Daniel Stern accettò di urlare con un ragno vero…
Stern acconsentì a farsi posare sul volto un vero tarantolino, ma con una sola condizione:
“Una sola ripresa, o muoio.”
Lo staff della troupe confermò che il ragno non aveva il veleno attivo, ma Stern non ne era convinto.
• L’ambiente del set per Macaulay era un misto di gioco e lavoro
Columbus e Hughes sapevano che Culkin aveva 9 anni, quindi organizzarono il set come una sorta di grande “città dei bambini”:
- pause frequenti,
- tutor scolastici,
- spazi giochi,
- staff con esperienza pediatrica.
Nonostante ciò, Culkin lavorò con una disciplina da adulto.
• Catherine O’Hara considerava la scena dell’urlo in aeroporto… “inutile”
Nelle interviste ha raccontato che pensava fosse una reazione esagerata, ma Columbus insistette:
“È l’urlo che entra nella storia del cinema.”
Aveva ragione.
SCENE ICONICHE — COME SONO STATE REALIZZATE
• L’aftershave: una scena improvvisata che non avrebbe dovuto funzionare
Columbus non voleva che Kevin tenesse le mani sul viso:
- Nello storyboard la scena prevedeva una reazione discreta, non un urlo.
Ma Culkin, provando davanti allo specchio, fece il famoso “Aaaaah!”.
Il regista lo trovò irresistibile e la mantenne.
• Le trappole erano più “gentili” di quanto sembra
Molti oggetti sono veri, ma addolciti:
- il ferro da stiro era cavo e leggero;
- la maniglia rovente è un effetto ottico (gel rosso + luce);
- la vernice riempita di schiuma;
- il ghiaccio finto era fatto di acqua + cera microcristallina.
• La scena della “villain house” allagata
Girata nella piscina della scuola, le pareti erano pannelli rimovibili. Stern e Pesci girarono con mute sottilissime sotto i vestiti perché l’acqua era gelida.
MUSICA — IL TOCCO DI JOHN WILLIAMS
• John Williams accettò il lavoro solo per… una cartolina
Columbus gli mandò una lettera con una foto di Macaulay Culkin in versione natalizia.
Williams trovò l’immagine così tenera che decise di comporre la colonna sonora, che oggi è considerata un classico del Natale.
• “Somewhere in My Memory” fu scritta in pochi giorni
Williams compose il tema principale estremamente velocemente perché, secondo lui,
“Il film aveva già una musica dentro di sé.”
RETROSCENA DELLA DISTRIBUZIONE
• Un quasi disastro: la Fox subentra all’ultimo secondo
Originariamente, il film era della Warner Bros., ma quando il budget salì troppo, la Warner lo abbandonò.
La Fox, che seguiva la produzione di nascosto (letteralmente: si incontravano in un’altra stanza!) disse:
“Se lo mollano, lo prendiamo noi.”
Fu una scelta milionaria.
Mamma ho perso l’aereo, dunque, non è solo un film a tema natalizio, ma rappresenta un’opera d’arte cinematografica in grado di toccare la coscienza umana; un viaggio che attraverso le avventure del piccolo grande eroe Kevin Mccallister porta lo spettatore ad immergersi in un mondo dove anche l’umanità più pura e sincera viene sdoganata; dove non si parla di allontanamento o solitudine, ma al contrario di unione e speranza; dove i ladri risultano goffi, ma pur sempre “buoni”; dove l’estraneo (vedi scena con l’anziano signore che spala la neve ndr.) non è così estraneo, ma più vicino di quanto si possa immaginare; dove emerge il coraggio e non la paura; dove c’è tanta fede e prossimità. A condire tutto ciò la neve con il suo candore, il Natale e l’amore.
E’ vero. Mamma ho perso l’aereo ha 35 anni, un’età ormai adulta, ma resta e resterà nella storia come il film iconico natalizio che ha portato e porta un po’ tutti ad essere come Kevin, un po’ bambini e un po’ eroi coraggiosi. In fondo la vita può essere anche un aereo perso, a patto che lo si riscatti con il sorriso, il coraggio e un pizzico di sana follia e curiosità. Questa è realtà, questo è successo dal ’90 ad oggi, mai immutati. Buon anniversario “Mammo ho perso l’aereo” e buon anniversario a chi c’era, c’è e ci sarà nel ricordo di un capolavoro del cinema che ogni anno in questo periodo fa emozionare, sorridere e pensare. 35 anni e non sentirli…da un milione di incassi di vera passione!
Oggi più che mai rivedere questo film fa davvero bene al cuore.
Di seguito alcuni scatti iconici del film
“Succede a tutti!” (Kevin Mccallister)
Stefano Patimo





































