La genesi, l’organizzazione e il profondo messaggio spirituale di un grande presepe vivente, radicato nella tradizione francescana. L’approfondimento e il video

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Siamo stati a Monopoli presso il convento di San Francesco da Paola in un’atmosfera e in un clima del tutto insolito per la modernità, ma molto sentito. Un tuffo all’interno di un villaggio della Palestina creato ad hoc per l’occasione e risalente proprio a 2026 anni fa: la memoria di come Gesù si è incarnato tra noi. Tutto questo, attraverso il racconto e la rappresentazione di un presepe vivente curato dai frati francescani dell’ordine dei frati minori di Puglia e Molise.

Dettagli Chiave, origine e Sviluppo

“Il presepe nasce 29 anni fa dall’intuizione della comunità parrocchiale, ispirata dalla tradizione francescana di San Francesco d’Assisi, che per primo volle vedere la povertà di Cristo a Greccio” – ci dice Fr. Rocco Iacovelli – che prosegue:


“Iniziato in piccola scala, è cresciuto fino a diventare un vero e proprio “villaggio”visitabile”.


Processo di Organizzazione


La preparazione si articola in due fasi principali, richiedendo circa tre mesi di lavoro intenso da parte di volontari.


Fase Uno: un’equipe di volontari si occupa della coreografia generale del villaggio.


Fase Due: i “proprietari” delle singole casette allestiscono e predispongono ogni scena specifica.


Messaggio della Natività


Secondo Fr. Rocco, la scelta di Dio di nascere bambino e povero in mezzo alla povertà indica che lo stile vincente per l’umanità è la “piccolezza” e la semplicità.


“La pace, la comunione, la riconciliazione e la collaborazione si possono raggiungere solo ripartendo dallo “stile di Betlemme”, ovvero dall’umiltà” – la sua chiosa – E aggiunge:

“Finché l’umanità si sentirà grande, non ci sarà crescita né futuro di pace; solo riconoscendo la propria piccolezza, come Dio si è fatto bambino, si potranno ideare progetti di pace”.


Un vero e proprio monito per il presente e il futuro che prosegue con l’augurio per il nuovo anno:


“Rivestirsi di Cristo e fare del Vangelo una vera e propria norma di vita.
Trovare nel Vangelo la motivazione per vivere e per instaurare relazioni significative con gli altri”.

Stefano Patimo

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