Cinquant’anni di voce che si fa pelle: Bari abbraccia Michele Salomone all’Anche Cinema. Appuntamento per oggi alle 18.30

BARI – C’è una voce che a Bari non si ascolta soltanto: si respira. Ha il sapore del mare nelle domeniche di vento, il battito accelerato di un gol all’ultimo minuto, il colore caldo delle gradinate biancorosse. È la voce di Michele Salomone che celebrerà cinquant’anni di radiocronache, mezzo secolo di emozioni cucite addosso a una città intera.
All’Anche Cinema di Bari, questa sera con ingresso libero, l’aria si farà densa come una curva in festa. Le luci accarezzeranno i volti, le parole scorreranno come note familiari, mentre amici, familiari, colleghi e tifosi si stringeranno in un abbraccio corale. Non sarà solo una celebrazione: sarà una memoria condivisa che vibrerà, che profumerà di erba bagnata e di radioline strette tra le mani.
La voce di Salomone, negli anni, è diventata suono e colore insieme: graffierà come un tiro sotto la traversa, si distenderà come un contropiede elegante, esploderà come un coro allo stadio. Le sue radiocronache non si limiteranno a raccontare il Bari, lo faranno sentire sulla pelle, trasformando ogni partita in un’esperienza sensoriale totale.
Durante la serata, immagini e ricordi scorreranno come onde luminose. Le testimonianze si intrecceranno, calde e avvolgenti, mentre emergeranno dettagli di una carriera fatta di passione viscerale e dedizione assoluta. I colleghi ne evocheranno il timbro inconfondibile, i tifosi ne ricorderanno le parole come fossero frammenti di vita vissuta.
Poi, il silenzio si farà pieno. Salomone prenderà la parola. La sua voce, ancora una volta, attraverserà la sala: morbida e intensa, familiare come casa. “Il Bari è la mia vita, e voi siete stati la mia forza”, dirà. E quelle parole sembreranno avere un peso, una consistenza, come se si potessero toccare.
Cinquant’anni dopo la prima radiocronaca, la voce di Michele Salomone continuerà a essere un ponte tra il campo e il cuore della gente. Non solo suono, ma emozione tangibile, eco che resterà.
E Bari, questa sera, non ascolterà soltanto: sentirà.
Stefano Patimo

