Festival della Cultura e della Società Digitale. Il Digital Ergo Sum 2026 è “Oltre l’algoritmo”. Il fatto

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Ravenda: “Usciamo dal feed per rimettere al centro l’uomo”

Una grande esclusiva per il quotidiano d’informazione online Strani Fatti. Ed è proprio di comunicazione digitale che vogliamo parlarvi. Si è tenuto a Roma, sabato 20 giugno 2026 dalle 10h alle 18h, il DIGITAL ERGO SUM: Festival della Cultura e della Società Digitale. L’ormai noto festival italiano nasce nel 2023 e si svolge annualmente nella Capitale, tradizionalmente nel mese di giugno. Quest’anno la location scelta è stata la sede CTE di Roma (Casa delle Tecnologie Emergenti), presso la Galleria Commerciale della Stazione Tiburtina.

Al centro del dibattito, le tematiche della Cultura digitale, dell’AI, della sostenibilità e della comunicazione audio. L’evento ha avuto come focus l’esplorazione dell’impatto etico, sociale e culturale delle tecnologie, incluse la cittadinanza digitale, la disabilità e l’innovazione sociale. Durante la 4ª edizione si è riflettuto su come rimettere al centro dell’innovazione tecnologica l’uomo e la società. Ideato da YouMediaWeb (acceleratore di business digitali) con il patrocinio di ASSIPOD.org (Associazione Italiana Podcasting) che ne ha curato l’intera giornata, il suo nome richiama il celebre aforisma del filosofo Cartesio “Cogito, ergo sum” (“Penso, dunque sono”).

Un’opportunità per i professionisti della parola (giornalisti, scrittori, copywriter, creator, comunicatori), appassionati di tecnologia, ma anche semplici curiosi, di ritrovarsi nello stesso posto per capire dove sta andando la comunicazione e come abitare il cambiamento in modo etico e inclusivo. L’incontro, formativo e informativo, chiama a raccolta tutti coloro che hanno voglia di fare networking. Uno dei principali promotori e ospiti dell’evento è stato il formatore e autore digitale Francesco Ravenda, già founder di GiornalistaDigitale.it e collaboratore – tra gli altri progetti – di Digital Ergo Sum.

“Il Metodo Ravenda” (Digital Content Producer, ICT Consultant, Cyber Security Specialist)

L’esperto in giornalismo digitale e consulente informatico ha portato la sua esperienza al Festival. “Mi capita spesso di riflettere su quanto sia cambiato il mondo da quando ho iniziato a digitalizzare i primi flussi di lavoro in redazione. In queste settimane di fermento tech, la mia colonna sonora è un classico intramontabile: Nothing Compares 2 U di Sinéad O’Connor, tornandomi spesso in mente un verso in particolare, il quale concetto esprime per me un pilastro fondamentale (nonostante il contesto originale della canzone sia diverso), ovvero: “Niente è paragonabile a te”, esordisce Ravenda.

“In un mercato sempre più invaso da agenti AI e automazioni, mi chiedo spesso cosa resti davvero insostituibile. La risposta è sempre la stessa: la relazione umana, il confronto diretto. È questo lo spirito con cui prendere parte al festival: cercare la sostanza dietro ai numeri” – così il produttore di contenuti digitali in vista dell’evento appena conclusosi.

“Il mio obiettivo è capire come si possa costruire insieme un futuro in cui la tecnologia serva a valorizzare e non a oscurare la nostra unicità. Oggi siamo immersi in una marea infinita di dati, dove le macchine possono analizzare flussi informativi in pochi secondi, ma credo profondamente che, quando si spegne il rumore di fondo della tecnologia, la differenza la faccia la nostra capacità di dare un senso – un perché – a ciò che facciamo”, continua.

Per l’occasione, lo Strategic Content Writer ha invitato gli addetti ai lavori nel mondo della comunicazione e dell’informazione (e non) a uscire dal feed, per non farsi letteralmente ‘rimbambire dagli schermi’. “Sarò lì non solo per osservare l’innovazione, ma anche per interloquire su personal branding e nuovi media”, aveva dichiarato.

“L’importanza di incontrarsi al festival è proprio questa: in un mondo che tende a standardizzare tutto, la nostra capacità di connetterci, di scambiarci idee e di validare le intuizioni dell’altro resta l’unico elemento unico e insostituibile”, conclude il comunicatore digitale, guardando al prossimo evento.

L’Umano oltre il Pixel: il “senso” come nuova frontiera del digitale

Il filo conduttore che ha unito i diversi contributi della giornata è stato: l’uso della tecnologia come strumento di potenziamento delle relazioni e dell’inclusione. In un’epoca dominata dall’automazione, l’evento ha ribadito che, sebbene le macchine possano gestire la velocità e i dati, solo l’essere umano può conferire senso, etica e visione all’esperienza digitale. I punti chiave affrontati sono stati:

  • 1. Rompere le Bolle per ritrovare la Relazione.
  • 2. Intelligenza Artificiale: Da sostituto a Tutor e Support. Nell’editoria, nella scuola, nel sociale.
  • 3. Il Digitale come Diritto Sociale e Strumento di Libertà.
  • 4. Oltre il “Chi”, cercare il “Perché”.
  • 5. Benessere e Virtù Digitali.

Le diverse voci di Digital Ergo Sum

Più nello specifico, i temi toccati hanno portato a sottolineare quanto sia importante uscire dalle bolle percettive create dagli algoritmi dei social media per tornare alla presenza fisica e al confronto reale. Il digitale non deve essere un muro, ma una piazza dove “interfacce di pensiero” diverse possono incontrarsi nel rispetto reciproco.

Poi, il ruolo dell’IA che non deve essere visto come una minaccia che “ruba il lavoro”, ma come un “potenziatore della creatività umana”. Nell’ambito editoriale, l’IA gestisce la struttura, ma l’uomo fornisce la visione e il vissuto. In quello scolastico, può trasformarsi da strumento per “evadere” i compiti a “tutor socratico” che stimola l’apprendimento profondo invece della mera performance. Mentre nel sociale diventa un supporto per l’inclusione di persone neurodivergenti o con disabilità, permettendo loro di esprimere talenti che altrimenti resterebbero invisibili.

Il talk ha evidenziato come la tecnologia sia un potente motore di emancipazione, in quanto è uno strumento fondamentale per garantire l’accesso alle informazioni e l’autodeterminazione dei rifugiati, semplificando linguaggi burocratici spesso escludenti. Inoltre, aiuta le donne – sia professioniste che non – a eliminare il “freno a mano invisibile” dei condizionamenti sociali, ottimizzando le proprie risorse (tempo ed energie) per valorizzare il proprio business.

Molti relatori hanno rimarcato come la comunicazione e il giornalismo del futuro non potranno limitarsi alla velocità del dato: sebbene l’IA possa rispondere a “chi, cosa, dove e quando”, solo l’uomo può spiegare il “perché”, aggiungendo a un’opera il contesto, la morale e la storia, che rendono quel contenuto capace di restare nel tempo.

È emersa poi la necessità di un'”etica dell’uso”: il benessere digitale non deve dipendere dallo smartphone, ma dalla capacità in ognuno di non usarlo per anestetizzare i bisogni offline. “Per vivere in una rete spesso polarizzata, serve riscoprire virtù antiche come l’umiltà, la dedizione all’argomento e l’autoironia” (cit.).

L’intervento di Ravenda: una grande lezione e un monito sul fare comunicazione

In qualità di Speaker, sempre nel contesto di Digital Ergo Sum, Francesco Ravenda ha riflettuto sull’evoluzione del giornalismo e sulla necessità di ritrovare il “senso” profondo dell’informazione oltre la velocità degli algoritmi. Ecco le sue (significative) considerazioni in merito:

“Il giornalismo richiede due persone: qualcuno che abbia il coraggio di interrogare il mondo e qualcuno che abbia il desiderio di comprenderlo”. E ancora: “Dobbiamo uscire da questo vortice di generazione di testo senza personalità e costruire tutti insieme il giornalismo di domani, un perché alla volta”, chiude l’esperto informatico.

L’elenco completo dei Relatori

L’evento ha ospitato molteplici figure professionali che hanno condiviso la propria visione sull’impatto del digitale. Sono intervenuti:

  • Giulio Gaudiano: Fondatore della Digital Business School e organizzatore.
  • Francesco Cursale: Responsabile formativo di Siamo Umani Lab.
  • Luana Prestinice: Esperta di self-publishing.
  • Davide Gelati: Docente e fondatore di “Scuola Efficace”.
  • Susanna Pietra: Manager del Terzo settore (inclusione digitale per migranti).
  • Lorenzo Leonetti: Imprenditore, formatore e cuoco.
  • Gislaine Silva Marins: Docente UNINT.
  • Gabriel Caisaletin: Attivista e volontario comunità latinoamericane.
  • Emanuele Profumi: Consulente e giornalista.
  • Fernanda Maio: Digital Wellbeing Specialist.
  • Alessandro Luna: Creatore del podcast “TG Luna”.
  • Mimmo Lavermicocca: Giardiniere e podcaster.
  • Francesco Ravenda: Formatore e consulente in giornalismo digitale e comunicazione etica.
  • Dimitrij Zanusso: Autore del podcast “Barriere” e vicepresidente di Assipod.
  • Floriana Ferrara: Direttrice CSR IBM Italy and Master Inventor.
  • Annamaria Miraldi: Giornalista e curatrice di archivi fotografici digitali.
  • Davide Morante: Digital & Growth Strategist.
  • Andrea Turco: Fondatore di “Cronache di Birra”.
  • Bruno Mastroianni: Filosofo e formatore.

Digital Ergo Sum, quindi, ci consegna un messaggio chiaro che è quello di: “Io sono nel digitale”, non come un codice, ma come una presenza consapevole. La sfida non è tecnica, ma culturale: utilizzare i pixel per costruire pietre di memoria e ponti di inclusione che siano, proprio come le rovine di Roma, destinati a durare.

Non resta che dare appuntamento e inoltrare l’invito a tutti coloro che vorranno prenderne parte al prossimo Festival Digital Ergo Sum 2027. (Ingresso gratuito con prenotazione online sul sito ufficiale).

Si ringrazia Francesco Ravenda per la gentile intervista e per le informazioni condivise (ndr.).

Foto Eventbrite

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