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Maggiore integrità nei confronti dei nostri amici pelosetti a 4 zampe, esempio incondizionato di fedeltà, innocenza e sensibilità

A partire dal 2030 l’Unione Europea proibirà l’utilizzo sui cani di collari privi dei requisiti di sicurezza. Nello specifico, il divieto riguarderà quelli con punte e ‘a strozzo’ (o a scorrimento) che non presentano un meccanismo di arresto integrato, ritenuti potenzialmente offensivi per l’animale stesso, in quanto possono provocare dolore, soffocamento o lesioni se utilizzati maldestramente o impropriamente. Restano escluse le forze dell’ordine e le unità cinofile militari per specifiche attività operative. Tra le novità c’è anche l’obbligo di microchip: tutti gli animali da compagnia (o ‘domestici’) come cani e gatti – compresi quelli detenuti da privati – dovranno essere registrati in una banca dati nazionale interoperabile su tutto il territorio dell’Unione.

La normativa vieta inoltre una serie di pratiche considerate lesive del benessere animale, come le mutilazioni eseguite per motivi estetici, l’allevamento finalizzato a ottenere caratteristiche fisiche estreme che compromettono la salute dell’animale, nonché la sicurezza e l’incolumità di chi gli sta intorno. Previste anche misure più severe riguardanti gli allevatori, gli addestratori, i rifugi, i venditori e coloro i quali importano cani e gatti da Paesi extraeuropei. Sarà vietato, altresì, legare un cane o un gatto a un oggetto, salvo ove necessario per cure mediche.

Si tratta del primo regolamento europeo concepito esclusivamente per il benessere di cani e gatti, che introduce criteri comuni in tutti gli Stati membri per l’identificazione, il commercio, l’allevamento e la tutela di suddetta categoria di animali. Le nuove norme UE entreranno in vigore gradualmente nei prossimi anni.

La questione del benessere e della salvaguardia degli animali domestici – in particolare per quanto riguarda l’uso dei collari a soffocamento (i cosiddetti “choke collars”) e a punte (“prong collars”) – è negli ultimi anni molto sentita nel dibattito pubblico, istituzioni comprese. Ma è bene precisare che ad oggi in Italia non esiste un divieto nazionale generale dei collari a strozzo. Pur tuttavia, si assiste ad una crescente sensibilità normativa a livello locale, come la città di Milano che ha già introdotto restrizioni specifiche al riguardo. Allo stato attuale il quadro normativo italiano non è quindi uniforme e si rifà alla riforma costituzionale dell’11 febbraio 2022, grazie alla quale la tutela diretta degli animali entra nei Princìpi Fondamentali della nostra Carta Costituzionale (Costituzione italiana). Sulla stessa linea si posiziona la legge 82/2025 che riconosce gli animali come “esseri senzienti” da proteggere, difendere ed educare con metodi non violenti, inasprendo le pene per i reati a loro danno.

Il nuovo orientamento europeo punta, pertanto, ad incidere anche sul nostro Paese, con l’introduzione di un cambiamento significativo nelle pratiche di gestione e addestramento dei cani. Diversamente, con il futuro provvedimento rimangono pienamente ammesse le pettorine.

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