
Nel mondo si legge e si scrive più di cinquant’anni fa, ma l’esclusione educativa resta enorme. L’aggiornamento pubblicato dall’UNESCO il 20 agosto 2026 indica che il tasso globale di alfabetizzazione degli adulti è passato dal 65% del 1975 all’88% del 2024. Tra i giovani dai 18 ai 24 anni, nello stesso periodo, la quota è salita dal 75% al 93%.
Il progresso non cancella il problema: almeno 739 milioni di adulti non sanno ancora leggere e scrivere e due su tre sono donne. Dietro queste cifre ci sono possibilità ridotte di accedere al lavoro, alla salute, ai servizi pubblici e alla partecipazione sociale.
Un miglioramento reale, ma incompleto
I dati mostrano che investire nell’istruzione produce risultati nel lungo periodo. La crescita riguarda sia gli adulti sia i giovani e testimonia l’effetto di politiche scolastiche, programmi di alfabetizzazione e iniziative comunitarie.
La media globale, tuttavia, nasconde differenze profonde tra Paesi, territori e gruppi sociali. L’UNESCO richiama in particolare le condizioni delle donne e delle ragazze, che continuano a rappresentare la maggioranza delle persone escluse dalle competenze di base.
Alfabetizzazione significa più che decifrare parole
Per l’UNESCO, imparare a leggere, scrivere e usare i numeri non è un passaggio che si conclude una volta per tutte. È un percorso continuo che comprende capacità di comprendere, interpretare, creare e comunicare in una società sempre più ricca di informazioni.
Questa definizione allarga il campo: saper leggere un testo è essenziale, ma lo è anche riconoscere una fonte affidabile, comprendere un modulo, confrontare dati e utilizzare con consapevolezza gli strumenti digitali.
La nuova frontiera è anche digitale
L’alfabetizzazione digitale, secondo l’UNESCO, comprende la capacità di accedere, gestire, valutare e creare informazioni attraverso le tecnologie in modo sicuro e appropriato. Non coincide quindi con il semplice possesso di uno smartphone.
Servono pensiero critico, conoscenza dei rischi e competenze per distinguere informazione, pubblicità e disinformazione. È una necessità che riguarda giovani e adulti e che lega scuola, formazione permanente, biblioteche e servizi di comunità.
Perché il divario colpisce soprattutto le donne
Quando l’accesso all’istruzione è ostacolato da povertà, discriminazioni o carichi di cura, le conseguenze possono durare per generazioni. L’UNESCO sottolinea che l’alfabetizzazione femminile amplia le possibilità di scelta e produce effetti positivi anche sulla salute e sull’educazione delle famiglie.
Ridurre il divario richiede percorsi flessibili, spazi sicuri, sostegno economico e programmi capaci di raggiungere chi è rimasto fuori dai sistemi formali.
Il diritto di continuare a imparare
I numeri globali raccontano una storia di progresso, ma anche una responsabilità ancora aperta. L’alfabetizzazione non è soltanto un indicatore statistico: è uno strumento di libertà e partecipazione.
Il risultato più importante non sarà raggiunto quando aumenterà soltanto una percentuale, ma quando nessuno dovrà dipendere da altri per comprendere un’informazione essenziale, esercitare un diritto o far sentire la propria voce.
Fonti
- UNESCO, “What you need to know about literacy”, aggiornato il 20 agosto 2026, consultato il 22 settembre 2026.
- UNESCO Institute for Statistics, Data for the Sustainable Development Goals, consultato il 22 settembre 2026.




