
“Il nostro obiettivo è mettere al centro la lingua italiana come grande strumento di integrazione. Conoscere l’italiano significa integrarsi. Nulla a che vedere con vecchie circolari, che erano solo raccomandazioni, non avevano valore cogente come la legge, non erano vincolanti, equivalevano ad una raccomandazione” e quindi spesso non erano applicate. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul provvedimento sul tetto degli stranieri nelle
scuole approvato stasera dal Consiglio dei ministri.
Queste, in sintesi, le novità principali secondo il ministero dell’Istruzione e del Merito.
CORSI ITALIANO PER GENITORI – Partendo dal presupposto che “le barriere linguistiche dei genitori stranieri costituiscono un ostacolo al dialogo con la scuola, con ricadute negative sul percorso di crescita e di apprendimento dei minori” si dispone che l’istituzione scolastica segnali ai servizi sociali territorialmente competenti tali situazioni in modo che venga prescritta ai genitori la frequenza di un percorso di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, erogato gratuitamente dai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia). In caso di mancata frequentazione di tale percorso, si prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1000 euro.
DIVIETO DI ‘MASCHERAMENTO’ – Viene introdotto il divieto di partecipazione alle attività scolastiche da parte di chi
indossi “copricapi atti ad impedire il riconoscimento del volto”. La violazione di tale divieto è punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro. Salvo che il fatto costituisca reato, quando la violazione è commessa da un minore la sanzione amministrativa pecuniaria si applica ai genitori.
‘TETTO’ DEL 30% – Nella formazione delle classi va garantita “un’equa distribuzione degli studenti con cittadinanza non
italiana, che non abbiano un sufficiente background scolastico nel nostro sistema di istruzione”: la loro presenza non dovrà superare il 30% del totale degli alunni di ciascuna classe. Nella scuola primaria, il criterio riguarda gli alunni con
cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Nella scuola secondaria, gli studenti che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione. Per le scuole che non riescano comunque a rispettare il ‘tetto’, è istituito uno specifico fondo, con una dotazione di 3.400.000 euro per l’anno 2027 e di 14,1 milioni di euro a decorrere dal 2028, destinato ad attività extracurricolari finalizzate al potenziamento delle competenze di base nella lingua italiana.
SOSTEGNO AD ALUNNI CON DISABILITA’ – E’ una misura di semplificazione che consente una piu’ puntuale definizione del fabbisogno di ore di sostegno, favorendo una tempestiva assegnazione dei docenti. In particolare, si stabilisce che il Piano educativo individualizzato adottato a inizio ciclo di studi debba essere aggiornato negli anni seguenti, solo a
seguito di elementi nuovi (e non in ogni caso, come previsto dalla legislazione vigente). Si destinano risorse per assicurare, anche in questo anno scolastico, la prosecuzione delle attività di orientamento, inclusione e contrasto della dispersione scolastica svolte dai docenti tutor: l’investimento, pari a 70 milioni di euro, offre continuità alle azioni intraprese dal ministero in questa legislatura.
SEMPLIFICAZIONE – Previsto programma biennale di semplificazione digitale, per la realizzazione di un’unica piattaforma per il personale della scuola che l’accompagni fin dal momento del reclutamento e per tutta la vita lavorativa. A tal fine si autorizza la spesa di 14 milioni per il biennio 2026-2027. Si introducono misure di semplificazione anche in materia di edilizia scolastica, volte a garantire la prosecuzione delle semplificazioni introdotte dal ministero durante il Pnrr anche a beneficio degli altri interventi di edilizia scolastica attualmente in corso.
WELFARE STUDENTESCO – Si incrementano di 21 milioni di euro annui le risorse destinate agli interventi che garantiscono la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo alle famiglie meno abbienti. Si arriva cosi’ alla cifra di 160 milioni di euro complessiva messa a disposizione dal ministero nel 2026 con un incremento del 15% rispetto allo stanziamento iniziale. Si trasferiscono al ministero dell’Istruzione e del Merito i 20 milioni introdotti nell’ultima legge di bilancio in materia di supporto all’acquisto dei libri di testo, in modo da consentire l’erogazione diretta dei contributi ai nuclei familiari. Sono beneficiari della misura le famiglie degli studenti frequentanti le classi prime della scuola secondaria di primo grado e le classi prime e terze della scuola secondaria di secondo grado, con Isee non superiore a 40.000 euro. Incrementato di 8 milioni di euro in due anni il Fondo permanente per il contrasto al cyberbullismo.
LICEI TECNOLOGICI E PROFESSIONALI – Si prevede, in primo luogo, la revisione del monte ore degli istituti tecnici, con
l’obiettivo di assicurare la sostenibilita’ della relativa riforma Pnrr. La disposizione introduce, inoltre, la nuova denominazione degli istituti tecnici e professionali, prevedendo che gli istituti tecnici assumano la denominazione di “Licei tecnologici” e gli istituti professionali quella di “Licei professionali”.
Stefania Losito
Fonte Radio Norba




