
Il 26 settembre l’Europa celebra la Giornata europea delle lingue, un appuntamento nato per ricordare che imparare a comunicare in più idiomi significa comprendere meglio le persone, le culture e le società in cui viviamo. L’iniziativa è promossa congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea e si svolge ogni anno dal 2001.
Ventiquattro lingue ufficiali, una realtà ancora più ricca
L’Unione europea riconosce 24 lingue ufficiali. Il paesaggio linguistico del continente, però, è molto più ampio: la Commissione europea segnala oltre 60 lingue regionali e minoritarie, alle quali si aggiungono quelle portate dalle comunità migranti.
Questa pluralità non è un dettaglio folkloristico. Le lingue custodiscono memoria, conoscenze e modi differenti di descrivere il mondo. Difenderle e impararle significa allargare lo spazio della partecipazione, rendere i servizi più accessibili e facilitare relazioni sociali e professionali.
Imparare lungo tutto l’arco della vita
La Giornata non riguarda soltanto la scuola. Il Consiglio d’Europa richiama il valore dell’apprendimento linguistico lungo tutto l’arco della vita e invita a prestare attenzione anche agli idiomi meno diffusi e alle lingue delle persone migranti.
Secondo la Commissione, conoscere altre lingue può migliorare le opportunità di lavoro, rendere più semplice viaggiare, consentire di accedere direttamente a libri, film e informazioni e rafforzare fiducia, memoria, concentrazione e creatività. Ma il beneficio più immediato resta umano: parlare o anche solo provare a comprendere la lingua dell’altro riduce le distanze.
Plurilinguismo e cittadinanza
La diversità linguistica mette alla prova anche le istituzioni. Moduli, informazioni sanitarie, comunicazioni di emergenza e servizi digitali devono essere comprensibili a comunità sempre più articolate. La traduzione, l’interpretariato e le tecnologie linguistiche possono aiutare, purché non sostituiscano il controllo umano quando sono in gioco diritti e decisioni importanti.
Il Consiglio d’Europa collega il plurilinguismo alla capacità di costruire società più inclusive e democratiche. Comprendere più codici linguistici non garantisce da solo il dialogo, ma offre strumenti per ascoltare, verificare le informazioni e partecipare con maggiore consapevolezza.
Un gesto concreto per la giornata
La ricorrenza può diventare l’occasione per una scelta semplice: riprendere lo studio di una lingua, ascoltare un notiziario straniero, leggere una pagina in originale o imparare alcune parole usate da una comunità presente nel proprio quartiere. Non serve trasformare ogni percorso in una gara di perfezione: la competenza cresce con la curiosità e con l’uso quotidiano.
In un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni, la lingua può essere un confine oppure un ponte. La Giornata europea delle lingue invita a scegliere la seconda possibilità.
Fonti
- Commissione europea, “26 September – European Day of Languages”, pagina aggiornata il 3 settembre 2026; consultata il 26 settembre 2026.
- Consiglio d’Europa, “26 September – European Day of Languages”; consultata il 26 settembre 2026.




