
Oggi a Bari la conferenza finale del progetto europeo HANDY mette a confronto istituzioni e strutture operative italiane e croate su un obiettivo concreto: rendere più preparata e coordinata la risposta alle emergenze legate al cambiamento climatico.
La conferenza finale a Bari
L’appuntamento è fissato per lunedì 28 settembre, dalle 10:30, nella sede della Presidenza della Regione Puglia sul lungomare Nazario Sauro. La giornata conclude un percorso durato quasi tre anni nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. Capofila è la Sezione Protezione civile della Regione Puglia.
HANDY è l’acronimo di “Strengthen the specialistic skills of the emergency services to response to the climate changes events”. Al centro non c’è soltanto la disponibilità di mezzi, ma soprattutto la qualità della preparazione: competenze specialistiche, procedure compatibili e capacità di lavorare insieme quando un evento supera i confini amministrativi.
Formazione comune per scenari diversi
Secondo la Regione Puglia, il progetto ha coinvolto autorità e strutture di Protezione civile delle due sponde dell’Adriatico con attività formative, scambio di esperienze e cooperazione transfrontaliera. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la preparazione e la risposta a emergenze connesse al clima.
Il lavoro ha riguardato scenari differenti. ISPRA, che ha partecipato alle attività tecniche, ha indicato tra gli ambiti considerati incendi, terremoti, alluvioni e sversamenti di idrocarburi in mare. Nel maggio 2025, a Bari, una sessione specifica ha formato volontari impegnati nella difesa della costa e nelle operazioni di bonifica in caso di spiaggiamento di idrocarburi, con attenzione alla valutazione della contaminazione e alle strategie di intervento.
La varietà degli scenari aiuta a comprendere la logica del progetto: le emergenze non si affrontano con un unico protocollo valido per tutto, ma costruendo competenze che possano dialogare. La standardizzazione della formazione, indicata da ISPRA tra gli obiettivi principali, serve proprio a ridurre incomprensioni operative e differenze procedurali quando squadre di territori diversi devono collaborare.
Perché la cooperazione adriatica conta
Puglia e Croazia condividono un mare e, con esso, alcuni rischi. Un evento ambientale costiero, un incendio esteso o una perturbazione intensa possono avere conseguenze che non si fermano a un confine. La cooperazione transfrontaliera permette di mettere in comune conoscenze, esercitazioni e metodi prima che l’emergenza si presenti.
È un approccio coerente con la necessità, richiamata anche dalle istituzioni europee, di rafforzare la resilienza locale e regionale davanti a ondate di calore, alluvioni, siccità e incendi. Il valore di un progetto come HANDY, quindi, non si misura soltanto nella conferenza conclusiva, ma nella possibilità che contatti, procedure e capacità acquisite continuino a essere utilizzati.
Ciò che resta dopo il progetto
La Regione Puglia sottolinea che, con la chiusura formale, restano una rete di relazioni, competenze rafforzate e una collaborazione tra le strutture coinvolte. È il passaggio decisivo: trasformare un finanziamento a tempo in un patrimonio operativo stabile.
Per i cittadini, il risultato atteso è semplice da formulare, anche se complesso da realizzare: servizi di emergenza capaci di riconoscere prima i rischi, comunicare meglio e intervenire in modo coordinato. La protezione civile non comincia nel momento dell’allarme. Comincia nella formazione, nella prevenzione e nella fiducia costruita tra chi sarà chiamato ad agire.
Fonti
- Regione Puglia, “Progetto HANDY: a Bari la Conferenza Finale”, 26 settembre 2026; consultata il 28 settembre 2026.
- ISPRA, “The HANDY Project continues in Puglia”, 14 maggio 2025; consultata il 28 settembre 2026.
- Climate-ADAPT, portale europeo su impatti e preparazione climatica; consultato il 28 settembre 2026.




