
Gli Stati Uniti hanno completato il ritiro delle proprie forze dalle ultime basi in Iraq, chiudendo una presenza militare iniziata con l’invasione del 2003. Il passaggio, previsto dall’accordo raggiunto nel 2024 tra Washington e Baghdad, ridisegna gli equilibri di sicurezza del Paese e della regione.
Il ritiro dalle ultime basi
Il disimpegno è stato concordato durante l’amministrazione Biden ed è stato portato a termine dall’amministrazione Trump. Le forze statunitensi avevano svolto negli ultimi anni soprattutto compiti di supporto, intelligence e sorveglianza a favore delle forze irachene nella lotta contro lo Stato islamico.
I timori per la sicurezza
Il ritiro lascia alle autorità irachene la responsabilità diretta della sicurezza. Analisti e funzionari citati da Reuters segnalano due nodi principali: il possibile rafforzamento dell’influenza delle milizie sostenute dall’Iran e il rischio che cellule dello Stato islamico possano sfruttare eventuali vuoti operativi.
Una nuova fase per Baghdad
Per Baghdad la conclusione della presenza americana rappresenta anche un passaggio sul piano della sovranità nazionale. La capacità delle istituzioni e delle forze di sicurezza irachene di mantenere stabilità e controllo del territorio sarà ora uno degli elementi da osservare.
Fonti: Good Morning Italia, 30 settembre 2026, utilizzata come radar editoriale; Reuters, 29-30 settembre 2026. Testo elaborato autonomamente dalla redazione di Stranifatti.it.




