
Vivere più a lungo è una conquista, ma chiede istituzioni, città e servizi capaci di cambiare insieme alle persone. La Giornata internazionale delle persone anziane, celebrata il 1° ottobre, nel 2026 propone il tema “The Age of Longevity: Rethinking Systems for Longer Lives”: l’età della longevità e la necessità di ripensare i sistemi per vite più lunghe.
La longevità non è soltanto una questione sanitaria
L’aumento della durata della vita modifica famiglie, lavoro, abitazioni, trasporti, welfare e relazioni fra generazioni. Secondo le Nazioni Unite, le persone con almeno 60 anni erano circa 1,2 miliardi nel 2025 e potrebbero raggiungere 2,1 miliardi entro il 2050. Non basta quindi aggiungere anni alla vita: occorre creare condizioni perché quegli anni possano essere vissuti con autonomia, sicurezza e partecipazione.
Il tema scelto per il 2026 invita a guardare oltre le risposte emergenziali. Un sistema preparato alla longevità deve rendere accessibili le cure e i servizi di prossimità, sostenere chi presta assistenza, ridurre le barriere negli spazi pubblici e riconoscere il contributo economico, familiare e civile delle persone anziane.
Ripensare i servizi partendo dalle persone
L’Organizzazione mondiale della sanità indica quattro aree di azione per l’invecchiamento sano: contrastare l’ageismo; costruire comunità che favoriscano le capacità delle persone; garantire cure integrate e centrate sulla persona; assicurare assistenza a lungo termine di qualità quando necessaria.
La prospettiva è importante anche a livello locale. Marciapiedi percorribili, trasporto pubblico accessibile, assistenza domiciliare, alfabetizzazione digitale e luoghi di socialità non sono servizi separati: insieme determinano quanto una persona possa continuare a scegliere, muoversi e partecipare.
L’ageismo resta una barriera invisibile
Secondo l’OMS, a livello globale una persona su due manifesta atteggiamenti ageisti verso le persone anziane. L’ageismo comprende stereotipi, pregiudizi e discriminazioni legati all’età e può comparire nelle istituzioni, nelle relazioni quotidiane e perfino nel modo in cui ciascuno guarda a se stesso.
Le conseguenze non sono soltanto simboliche. L’OMS collega l’ageismo a peggiori condizioni di salute fisica e mentale, isolamento sociale, minore qualità della vita e discriminazioni nell’accesso alle opportunità. Contrastarlo richiede leggi e politiche adeguate, ma anche attività educative e occasioni di incontro tra generazioni.
La tecnologia deve includere, non sostituire
Servizi digitali e strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono aiutare nella prevenzione, nell’accesso alle informazioni e nel mantenimento dell’autonomia. Possono però diventare un nuovo ostacolo quando sono progettati senza considerare competenze, bisogni e condizioni reali delle persone anziane.
Ripensare i sistemi significa quindi mantenere alternative accessibili, semplificare i percorsi e coinvolgere direttamente gli utenti nella progettazione. L’innovazione utile non impone un’unica modalità: amplia le possibilità e lascia alle persone il controllo sulle proprie decisioni.
Persone anziane come protagoniste
La Giornata del 1° ottobre fu istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990. A oltre trent’anni di distanza, il punto centrale resta il riconoscimento dei diritti e della dignità, ma cambia la scala della sfida demografica.
Una società longeva non può rappresentare le persone anziane soltanto come fragili o bisognose di assistenza. Esistono condizioni e capacità molto diverse, insieme a competenze, reti familiari, volontariato e partecipazione civica che sostengono intere comunità. Il compito delle politiche pubbliche è offrire protezione quando serve e, nello stesso tempo, rimuovere gli ostacoli che limitano l’autonomia.
La longevità diventa così una prova di qualità democratica: misura quanto una società sappia adattarsi senza lasciare indietro chi vive più a lungo.
Fonti
- Nazioni Unite, International Day of Older Persons.
- Nazioni Unite, messaggio 2026 del Segretario generale.
- Organizzazione mondiale della sanità, Ageism.
- Organizzazione mondiale della sanità, Ageing and health.
Fonti consultate il 1° ottobre 2026.




