
La Puglia ha raggiunto un’intesa con le organizzazioni rappresentative dei pediatri per avviare la campagna vaccinale 2026/2027 destinata ai più piccoli. Il piano regionale prevede complessivamente 124 mila somministrazioni: 114 mila dosi di vaccino antinfluenzale e circa 10 mila immunizzazioni contro il virus respiratorio sinciziale (VRS).
L’accordo è stato definito il 7 ottobre in un incontro tra l’assessore regionale alla Salute, il direttore del Dipartimento competente e i rappresentanti di Fimp, Cipe e Simpef. La Regione ha annunciato uno stanziamento di 1,24 milioni di euro, calcolato in dieci euro per ciascuna somministrazione.
Come partirà la campagna
Secondo la comunicazione ufficiale, la distribuzione delle dosi antinfluenzali ai pediatri dovrebbe iniziare nei prossimi giorni. Per l’immunizzazione contro il VRS, invece, la consegna dei prodotti alle aziende sanitarie è prevista dalla prossima settimana. Saranno poi le aziende a distribuirli alle neonatologie ospedaliere e ai pediatri, in modo da raggiungere anche i bambini nati prima del 1° ottobre.
Il calendario operativo e le modalità concrete per le famiglie dipenderanno dalle indicazioni delle singole aziende sanitarie e dei pediatri di libera scelta. Per questo, prima di recarsi in ambulatorio, è prudente attendere una comunicazione diretta del proprio pediatra o dell’ASL di riferimento.
Le risorse e gli obiettivi
L’intesa prevede anche una quota premiale di 3,50 euro per i pediatri che raggiungeranno l’80 per cento delle somministrazioni antinfluenzali rispetto alle dosi loro distribuite. Questa quota sarà finanziata dal fondo di remunerazione previsto dall’accordo collettivo nazionale della pediatria per il raggiungimento degli obiettivi di salute.
Per le circa 10 mila immunizzazioni contro il VRS non è invece prevista alcuna quota premiale. La distinzione è importante: il comunicato regionale parla esplicitamente di campagna vaccinale per l’influenza e di immunizzazione per il virus respiratorio sinciziale, due interventi inseriti nello stesso programma ma con modalità organizzative differenti.
Un passaggio che coinvolge famiglie e territorio
La novità non riguarda soltanto l’approvvigionamento delle dosi. L’intesa mette in rete Regione, aziende sanitarie, neonatologie e pediatri di famiglia, cioè i presìdi più vicini ai genitori nei primi anni di vita dei bambini. Una filiera organizzativa chiara può ridurre ritardi e informazioni frammentarie, soprattutto nella fase iniziale della stagione dei virus respiratori.
Resta essenziale una comunicazione comprensibile e puntuale: quali bambini rientrano nelle diverse offerte, quando sarà possibile prenotare o ricevere la somministrazione, quali eventuali controindicazioni debbano essere valutate dal medico. Sono domande cliniche e organizzative che vanno affidate ai professionisti sanitari, non alle semplificazioni dei social.
Cosa devono fare ora i genitori
Al momento non è richiesto un adempimento generalizzato annunciato dalla Regione. Le famiglie possono verificare con il proprio pediatra l’adesione alla campagna e attendere le istruzioni dell’ASL. Le decisioni sanitarie individuali devono essere prese sulla base dell’età, della storia clinica e delle indicazioni mediche.
Il valore pubblico dell’accordo sta nella possibilità di programmare per tempo una risposta territoriale: non una corsa dell’ultimo momento, ma un percorso coordinato che accompagni genitori e bambini con informazioni corrette e accesso ordinato ai servizi.
Fonti
- Regione Puglia, “Raggiunta l’intesa con i pediatri per la campagna vaccinale”, pubblicato il 7 ottobre 2026; consultato l’8 ottobre 2026.




