
Oltre tre milioni di euro per rendere più riconoscibile e vicino il primo accesso ai servizi sociali e sociosanitari. La Giunta regionale pugliese ha stanziato le risorse per potenziare i Punti Unici di Accesso (PUA), gli sportelli chiamati a orientare le persone fragili e le loro famiglie quando un bisogno richiede l’intervento coordinato di più servizi.
L’annuncio, pubblicato dalla Regione Puglia il 13 ottobre 2026, riguarda in particolare la possibilità di rafforzare le équipe con nuove professionalità sociali. Le somme saranno assegnate agli Ambiti Territoriali Sociali secondo le procedure regionali. Il comunicato non indica ancora il numero delle assunzioni né il calendario dettagliato dei riparti: saranno quindi i successivi atti a tradurre lo stanziamento in presenze operative nei territori.
Una porta d’ingresso, non una corsa tra uffici
Il senso dei PUA è contenuto già nel loro nome: offrire un punto di accesso unitario a chi deve orientarsi tra prestazioni sociali, sanitarie e sociosanitarie. Per una persona non autosufficiente, per un anziano o per una famiglia che assiste un congiunto con disabilità, la difficoltà non è soltanto conoscere i singoli servizi. Spesso il problema è capire da dove iniziare, quali valutazioni siano necessarie e come evitare passaggi ripetuti tra uffici diversi.
Le linee guida nazionali attribuiscono ai PUA un ruolo centrale nel percorso assistenziale integrato. Presso questi punti operano équipe composte da personale del Servizio sanitario e degli Ambiti territoriali sociali, con il compito di avviare la valutazione multidimensionale dei bisogni clinici, funzionali e sociali. Da questa valutazione può nascere un progetto di assistenza individuale costruito attorno alla situazione concreta della persona.
Le risorse per rafforzare le équipe
Secondo la Regione, il nuovo stanziamento potrà sostenere l’inserimento di personale con professionalità sociale negli Ambiti territoriali. Il comunicato precisa che, per la durata del finanziamento, queste assunzioni non incideranno sui normali limiti assunzionali degli Ambiti, in base al chiarimento richiamato della Corte dei conti.
È un passaggio rilevante perché la qualità di uno sportello non dipende soltanto dalla sua esistenza formale. Servono persone preparate, tempi di ascolto adeguati e collegamenti effettivi tra Comuni, distretti sanitari e servizi di prossimità. Un PUA funzionante dovrebbe ridurre la frammentazione, accompagnare le famiglie nella documentazione necessaria e rendere più lineare la presa in carico.
Chi può beneficiarne
La misura guarda soprattutto alle persone non autosufficienti, agli anziani, alle persone con disabilità e ai nuclei familiari che affrontano bisogni complessi. Non significa creare automaticamente nuove prestazioni, ma migliorare il modo in cui quelle disponibili vengono individuate e coordinate.
Il quadro nazionale collega i PUA alle Case della Comunità e alle unità di valutazione multidimensionale. L’obiettivo è sostenere, quando possibile e appropriato, la permanenza della persona nel proprio contesto di vita, riducendo isolamento e ricoveri non necessari. È una prospettiva che richiede continuità: un primo colloquio utile deve poter diventare un percorso verificabile, con responsabilità chiare e aggiornamenti comprensibili.
La verifica sarà nei territori
La Regione inserisce l’intervento nella programmazione 2025-2027 e prevede risorse anche per le annualità successive. La scelta offre quindi una prospettiva pluriennale, ma l’impatto concreto andrà misurato nei diversi Ambiti: numero di professionisti effettivamente inseriti, orari e accessibilità degli sportelli, tempi di valutazione e capacità di coordinare risposte sociali e sanitarie.
Il valore dello stanziamento non si esaurisce nella cifra. La prova decisiva sarà la possibilità, per chi vive una condizione di fragilità, di trovare una porta riconoscibile e non una sequenza di passaggi affidati alla resistenza della famiglia. Rendere semplice l’accesso è già una forma di cura.
Fonti — consultate il 14 ottobre 2026:
- Regione Puglia, “Punti Unici di Accesso, dalla Regione 3 milioni di euro per il potenziamento della rete”, 13 ottobre 2026.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Linee guida per la definizione dei modelli organizzativi omogenei degli Ambiti Territoriali Sociali.
- Piano nazionale per la non autosufficienza e relativo accordo interistituzionale.




