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Sindone nella Vergine delle Rocce? L’ipotesi di Átila Soares resta da dimostrare

Átila Soares propone di riconoscere il volto della Sindone nella versione londinese della Vergine delle Rocce. L’ipotesi è documentata come proposta, ma non risulta convalidata da analisi tecniche indipendenti.

di La RedazioneOttobre 21, 2026  |  2 min di lettura
Dettaglio della Vergine delle Rocce di Leonardo, National Gallery di Londra; l’immagine non dimostra l’ipotesi sulla Sindone

Un volto che richiamerebbe quello della Sindone tra le rocce dipinte da Leonardo: è l’ipotesi proposta dal ricercatore brasiliano Átila Soares da Costa Filho sulla versione londinese della Vergine delle Rocce. La somiglianza indicata dall’autore resta però una lettura visiva, non una scoperta confermata da analisi scientifiche o dalla National Gallery.

Che cosa sostiene Soares

Nella comunicazione diffusa il 21 ottobre, Soares invita a osservare una formazione rocciosa al centro del dipinto come se delineasse un volto umano, accostandolo all’immagine della Sindone di Torino. La sua ricostruzione collega inoltre il possibile riferimento a temi religiosi e al manoscritto medievale Apocalypsis Nova.

Il punto verificabile è l’esistenza della proposta: l’ipotesi è illustrata dallo stesso autore e ripresa dal portale Sindone e dintorni. Non risultano, nelle fonti consultate, esami tecnici pubblicati che dimostrino l’intenzionalità di Leonardo o un collegamento documentario con la Sindone.

Ciò che sappiamo sul dipinto

La National Gallery conserva la seconda versione della Vergine delle Rocce, realizzata tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Il museo descrive un’opera complessa, a lungo oggetto di indagini e interpretazioni.

Le analisi ufficiali hanno effettivamente rivelato un disegno preparatorio abbandonato sotto la superficie pittorica: una diversa disposizione dell’angelo e del Bambino. Questa scoperta documentata, raccontata dalla National Gallery, non riguarda però il presunto volto sindonico indicato da Soares.

Suggestione e prova non sono la stessa cosa

Riconoscere figure in forme ambigue è un fenomeno percettivo comune. Per trasformare una somiglianza in un’attribuzione servirebbero confronti tecnici riproducibili, documentazione storica e valutazioni indipendenti di specialisti dell’opera. Finché questi elementi non sono disponibili, la lettura va considerata una suggestione interpretativa, non un fatto accertato.

Fonti

Immagine: dettaglio della Vergine delle Rocce, National Gallery di Londra; riproduzione di opera in pubblico dominio via Wikimedia Commons. L’immagine illustra il dipinto e non dimostra l’ipotesi descritta.

La Redazione

Autore su Stranifatti.it. Fatti, storie e persone raccontati con attenzione al territorio.

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