
La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Ucraina ha concluso che gli attacchi russi contro infrastrutture energetiche ucraine hanno integrato crimini di guerra e, per le sofferenze inflitte alla popolazione civile, crimini contro l’umanità. Le conclusioni sono contenute nel rapporto A/81/440 presentato il 26 ottobre 2026 all’Assemblea generale dell’ONU.
Che cosa ha accertato la Commissione
L’indagine riguarda la campagna di attacchi su larga scala contro produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia. Secondo la Commissione, le operazioni sono state dirette intenzionalmente contro beni civili e hanno privato milioni di persone di elettricità e riscaldamento durante periodi di freddo intenso.
La ricostruzione si basa anche sulle testimonianze di 255 persone che hanno affrontato l’inverno 2025-2026 a Kyiv e in altre otto regioni, oltre che su informazioni raccolte da autorità, personale sanitario e organizzazioni civiche. Il rapporto descrive conseguenze che vanno oltre i blackout: ascensori inutilizzabili per gli anziani durante gli allarmi, difficoltà nel raggiungere i rifugi e interruzioni di dispositivi sanitari essenziali.
La qualificazione giuridica
La Commissione distingue due livelli. Gli attacchi intenzionali contro obiettivi civili costituiscono, nelle sue conclusioni, crimini di guerra. La campagna e i suoi effetti prolungati sulla vita quotidiana avrebbero inoltre provocato grandi sofferenze ai civili in modo tale da configurare crimini contro l’umanità.
Si tratta delle conclusioni di un organismo investigativo incaricato dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU, non di una sentenza penale. L’accertamento di responsabilità individuali e l’eventuale imposizione di pene spettano a organi giudiziari competenti.
L’inverno e i rischi per i civili
Il presidente della Commissione, Erik Møse, ha avvertito che l’intensificarsi degli attacchi in vista dell’inverno aumenta i rischi per la popolazione. Gli effetti sull’energia si propagano infatti al riscaldamento, all’acqua, alla sanità e alla possibilità di mettersi al riparo durante nuovi bombardamenti.
Il rapporto arriva mentre gli attacchi continuano. Il 21 ottobre fonti ucraine hanno riferito colpi contro impianti energetici in quattro regioni e vittime civili; Mosca ha dichiarato di aver preso di mira anche strutture collegate alla difesa e all’industria. Queste dichiarazioni sulle singole operazioni restano posizioni delle parti, distinte dagli accertamenti della Commissione.
La risposta della Russia
La missione russa presso le Nazioni Unite ha ribadito di non riconoscere il mandato della Commissione e ha contestato le conclusioni, sostenendo che i dati sarebbero falsificati. La Russia afferma da tempo di colpire obiettivi militari o connessi allo sforzo bellico ucraino. La Commissione riferisce invece che le autorità russe non hanno risposto alle sue richieste di informazioni sul rapporto.
Fonti e verifica
- OHCHR, comunicato della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina, 26 ottobre 2026.
- Nazioni Unite, rapporto A/81/440, versione anticipata del 19 ottobre 2026.
- Associated Press, sintesi della presentazione del rapporto, 26 ottobre 2026.
Immagine in evidenza di repertorio: Oleg Bilyk / Unsplash, licenza Unsplash. Mostra una rete elettrica urbana e non raffigura uno specifico attacco né un luogo verificato dell’Ucraina.




