
E’ arrivato in Italia, due anni fa, dal Camerun, attraversando a piedi e poi su un barcone, con altri migranti, Nigeria, Niger, Algeria, Tunisia. Fotso ha 30 anni, e sta vivendo la sua seconda vita in Puglia. Una rinascita, nonostante nel suo Paese, che ha dovuto lasciare per tensioni politiche eragioni di sicurezza, abbia conseguito una laurea in Gestione Contabile e Finanziaria. Non la seconda, ma addirittura la sua terza vita: quando è arrivato in Italia ha prima lavorato come lavapiatti, poi è stato trasferito a Foggia, dove la cooperativa sociale Medtraining, ente gestore di diversi progetti Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione), l’ha inserito come tirocinante in Procura a Foggia. E oggi dal Palazzo di Giustizia dauno arriva all’Università di Bari. “Per me tutto questo è un miracolo e l’inizio di una nuova vita”, ha commentato Fotso durante la festa organizzata dai colleghi per salutarlo. Si è iscritto al corso di laurea in Scienze dell’Economia e della Gestione
Aziendale, ma non dimentica gli amici foggiani che lo hanno accolto. “È stata una grande esperienza per me. Questo Palazzo della Giustizia mi ha dato la forza di tornare a sognare. Dopo tutte le difficoltà incontrate nella mia vita, soprattutto dopo la laurea, avevo quasi perso tutto e avevo smesso di sognare. Sono arrivato qui con la disperazione nel cuore, pensando di rinunciare a tutto. Ma questo luogo mi ha restituito la fiducia e la voglia di sognare ciò che avevo perso quattro anni fa”.
“Sono storie di successo e di integrazione sociale. Sono tappe importanti nella vita di chi cerca di inserirsi nella nostra società come Fotso. La Procura di Foggia ha lavorato di più e meglio con questa risorsa. Una storia che dimostra che nel difficile settore del governo dell’immigrazione c’è anche tanto di positivo e storie con un lieto fine”, ha sottolineato il procuratore Enrico Infante.
Stefania Losito
Fonte Radio Norba




