Usa 2020 – Gli scontri a Washington: 4 morti e 52 arrestati
Usa 2020 – Gli scontri a Washington: 4 morti e 52 arrestati
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E’ salito a 4 morti il bilancio degli scontri avvenuti a Washington dove una folla di fan inferociti di Donald Trump aveva assaltato il palazzo del Congresso mentre era in corso la ratificazione del voto di novembre che ha visto uscire vincitore Biden.

Le proteste erano cominciate ieri, prima delle 21 (ora italiana). La folla aveva cercato di entrare nel Congresso americano forzando porte, finestre, arrampicandosi sulle balconate. Le immagini dei fan di Trump dentro il palazzo avevano fatto il giro del mondo.  Uno dei manifestanti era risucito ad arrivare alla scrivania di Nancy Pelosi. Tra tutti i manifestanti ha colpito lo sciamano, l’idividuo cheindossava un copricapo peloso a torso nudo. Si tratta di Jake Angeli, 32enne italoamericano, che avrebbe guiodato, secondo le prime fonti, l’assalto. Aveva già manifestato in Arizona contro “lelezione rubata” ed è seguace di tutte le teorie per cui Trump sarebbe vittima di complotti mondiali.

Per il New York Times, la responsabilita’ dell’attacco al Congresso e’ di Donald Trump: “ha istigato la violenza. Devono esserci conseguenze”. Il Nyt avanza l’ipotesi che Trump debba essere  ritenuto
responsabile tramite l’impeachment o tramite le vie penali, e lo stesso deve valere per i suoi sostenitori violenti. Intanto Il sindaco di Washington Muriel Bowser estende l’emergenza pubblica nella capitale americana per 15 giorni, ovvero fino al 21 gennaio, il giorno successivo al giuramento di Joe Biden. Resta in vigore anche il coprifuoco.

Per la stampa americana, indagini dovrebbero verificare come mai la polizia non sia stata capace di fermare i manifestanti, pur esssendo a conoscenza della manifestazione organizzata. Intanto il capo della polizia di Washington ha riferito che sono stati colpi di arma da fuoco sparati dai poliziotti ad uccidere  Ashli Babbit durante le proteste in Campidoglio. Un’inchiesta è stata aperta sull’evento: la donna è stata colpita da un agente in uniforme della polizia del Campidoglio con la sua arma di servizio.

L’Fbi sta assistendo la polizia di Washington nell’identificare coloro che “hanno istigato violenza”. Una linea telefonica dedicata e’ a disposizione per chi avesse informazioni, foto e video. Il fatto che molti dei
manifestanti non indossavano la mascherina potrebbe facilitare il compito dell’identificazione.

 

Donald Trump  intanto è sempre piu’ solo. L’ipotesi di invocare il 25/o emendamento per rimuoverlo si sta rafforzando nel gabinetto del presidente, anche se l’idea non e’ stata ancora ventilata al vicepresidente Mike Pence. Il 25/o emendamento della Costituzione prevede che il vicepresidente prenda i poteri nel
caso il presidente muoia, si dimetta o sia rimosso dal suo incarico. D’accordo sulla rimozione anche alcuni leader repubblicani. Intanto si susseguono diverse dimissioni, dalla portavoce di Melania Trump al vice portavoce della Casa Bianca. Valutano  di lasciare anche il ministro dei Trasporti e il consigliere per la sicurezza Nazionale. Intanto Trump, che ieri e’ intervenuto con un video in cui ribadiva l’accusa di
elezioni falsate invitando comunque i suoi fan a ‘tornare a casa’, e’ stato bannato temporaneamente dai principali social media, Twitter, Facebook e Instagram.

A condannare i fatti di Washington anche l’ex presidente americano Barak Obama che ha detto: “La violenza al Congresso è stato un momento di “grande disonore e vergogna” per gli Stati Uniti ma non “una completa sorpresa”. Obama sottolinea che la violenza è stata la conseguenza di una “narrativa di fantasia” dei repubblicani ed è stata “incitata di un presidente che ha continuato a mentire sul risultato delle elezioni”.

Angela Tangorra

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Di admin