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Euroflora 2025: tra serre spaziali e robot dell’IIT, l’agricoltura incontra l’innovazione

A Genova, Euroflora 2025 mostra il volto più hi-tech del verde. Tra serre spaziali, robot per la potatura e biosfere subacquee, il futuro dell’agricoltura è già qui.

di Luca GentileAprile 24, 2025  |  4 min di lettura

Dimentichiamo per un attimo l’immagine romantica dell’agricoltore tradizionale. A Euroflora 2025, la manifestazione internazionale che dal 24 aprile al 4 maggio anima il Waterfront di Levante di Genova, la scena è dominata da serre spaziali, robot per la potatura di precisione e biosfere sottomarine. Innovazioni nate dalla ricerca italiana e che oggi offrono una visione concreta su come la tecnologia possa integrarsi con l’agricoltura per renderla più sostenibile, efficiente e adatta alle sfide ambientali globali.

Con oltre 150 espositori provenienti da tutto il mondo, l’evento mette in mostra non solo fiori e giardini, ma anche soluzioni futuristiche in grado di rivoluzionare il modo in cui coltiviamo e consumiamo. È un dialogo aperto tra natura e scienza, dove l’ingegno tecnologico diventa alleato dell’ambiente, e l’Italia conferma il proprio ruolo di pioniere nell’agricoltura 4.0.

Coltivare lo spazio: la serra di Franco Malerba

Tra le innovazioni che più hanno catturato l’attenzione c’è la serra spaziale sviluppata da SpaceV, spin-off dell’Università di Genova, sotto la guida dell’ex astronauta Franco Malerba. Si tratta di una struttura pensata per coltivare verdure in ambienti estremi come le stazioni spaziali o le missioni lunari, sfruttando un sistema modulare chiamato Adaptive Vertical Farm. Le piante crescono su ripiani mobili che si adattano automaticamente alla loro altezza, ottimizzando lo spazio e migliorando la resa.

Ma l’applicazione non è solo extraterrestre: la tecnologia potrebbe essere utilizzata anche in contesti terrestri difficili, come sommergibili, basi militari o piattaforme offshore. È un esempio concreto di come la ricerca aerospaziale possa generare soluzioni replicabili sulla Terra, portando innovazione in settori dove l’accesso a suolo e risorse è limitato.

Potatura robotica: precisione al servizio delle vigne

Un’altra novità di Euroflora 2025 arriva dall’Istituto Italiano di Tecnologia, che ha presentato un robot per la potatura di precisione delle vigne, sviluppato insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Equipaggiato con telecamere ad alta risoluzione e un braccio robotico munito di cesoie intelligenti, il sistema è in grado di analizzare la pianta e decidere in autonomia dove e come intervenire per un taglio ottimale.

Controllabile anche a distanza tramite joystick, il robot è pensato per assistere (e non sostituire) l’operatore umano, rendendo più rapide e sicure le operazioni di potatura, riducendo gli errori e migliorando la salute delle piante. Si tratta di una tecnologia chiave per l’agricoltura di precisione, in un settore – quello vitivinicolo – dove la qualità del prodotto dipende da interventi mirati e regolari.

Nemo’s Garden: la serra che cresce sotto il mare

E se coltivare nello spazio è possibile, anche il mare diventa una risorsa. Euroflora ospita infatti Nemo’s Garden, una delle sperimentazioni agricole più affascinanti degli ultimi anni. Il progetto, realizzato al largo di Noli, in Liguria, prevede la coltivazione di piante terrestri in biosfere trasparenti immerse sott’acqua. Fragole, basilico, insalate e altre colture crescono in un ambiente controllato, protetto da agenti patogeni e sbalzi climatici, alimentato da un sistema idroponico a circuito chiuso e dalla condensazione naturale dell’umidità marina.

Questo metodo non solo è sostenibile, ma può essere una soluzione replicabile in aree aride o colpite da siccità, offrendo una nuova prospettiva per l’agricoltura in ambienti difficili. Nemo’s Garden è un progetto interamente italiano, che unisce design, ingegneria e ricerca agronomica in un modello virtuoso di resilienza ambientale.

Euroflora come laboratorio del futuro verde

Euroflora 2025 non è soltanto una vetrina botanica, ma un vero e proprio laboratorio di innovazione sostenibile, dove il verde diventa protagonista di un’evoluzione silenziosa ma dirompente. Le tecnologie presentate – dalla serra orbitale alla potatura robotizzata, passando per le biosfere sottomarine – ci mostrano un futuro dell’agricoltura fatto di intelligenza, efficienza e rispetto per l’ambiente.

È una visione che parte dal fiore, ma guarda molto più lontano: verso una società capace di coltivare la vita anche dove oggi sembra impossibile. L’Italia, con la sua tradizione agricola e il suo slancio tecnologico, può essere guida in questo percorso. E Genova, in questi giorni, ne è la capitale.

Luca Gentile

Autore su Stranifatti.it. Fatti, storie e persone raccontati con attenzione al territorio.

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