sabato 17 Ottobre 2026 | Trani
ULTIM’ORA➜
Fatti ItalianiStranifatti

Il 65% degli italiani chiede indipendenza tecnologica dall’America

Un sondaggio Euromedia rivela che oltre il 65% degli italiani auspica una maggiore autonomia tecnologica dell’Europa, riducendo la dipendenza da USA e giganti stranieri.

di Luca GentileAprile 24, 2025  |  3 min di lettura

Nel panorama geopolitico attuale, segnato da tensioni internazionali e competizione tecnologica sempre più serrata, l’indipendenza digitale torna al centro del dibattito europeo. Un sondaggio condotto da Euromedia Research, pubblicato il 22 aprile 2025 da Italpress, evidenzia un dato significativo: il 65,3% degli italiani è favorevole a una maggiore autonomia tecnologica dell’Unione Europea, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da Paesi terzi, in particolare dagli Stati Uniti.

Questa posizione riflette una consapevolezza crescente tra i cittadini italiani, che vedono nella sovranità digitale non solo una questione economica, ma anche una leva strategica per la sicurezza, la competitività industriale e l’innovazione. In un momento in cui l’Europa si trova spesso a rincorrere le grandi potenze tecnologiche globali, emerge forte l’idea di un continente capace di camminare con le proprie gambe, sviluppando infrastrutture, software e competenze interne.

Una sfida per l’Europa, un’opportunità per l’Italia

Il dato italiano si inserisce in una tendenza più ampia che riguarda anche altri Paesi dell’Unione: in Francia e Spagna, le percentuali di cittadini favorevoli all’autonomia tecnologica europea superano il 70%, segno di un’urgenza condivisa che chiede risposte concrete da parte delle istituzioni europee. La dipendenza attuale da provider extraeuropei, in settori chiave come cloud, AI, cybersecurity e semiconduttori, viene percepita sempre più come un fattore di vulnerabilità.

Per l’Italia, che vanta eccellenze nel campo della ricerca, della microelettronica, del software industriale e della robotica, questa sfida rappresenta anche un’opportunità di crescita. Puntare su una maggiore autonomia significa valorizzare il talento nazionale, investire in startup e innovazione, e costruire un’industria digitale in grado di competere su scala globale.

La sovranità digitale non è isolamento: serve una strategia comune

Chiedere indipendenza tecnologica non equivale a chiudersi. Al contrario, significa costruire partnership solide e bilanciate, dove l’Europa non sia semplice fruitore di tecnologie altrui, ma attore attivo nello sviluppo delle soluzioni digitali del futuro. Ciò implica rafforzare programmi comunitari come Horizon Europe, potenziare i poli di innovazione digitale (EDIH), e sostenere la nascita di piattaforme tecnologiche europee in ambiti strategici.

Il tema è già al centro di numerose proposte nel contesto del Digital Decade Policy Programme dell’UE, che punta a raggiungere l’indipendenza in quattro ambiti chiave entro il 2030: competenze digitali, infrastrutture sicure, trasformazione digitale delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici. Ma la volontà popolare, espressa chiaramente dal sondaggio Euromedia, impone ora un’accelerazione concreta, che coinvolga anche gli attori privati e le università.

Un orizzonte tecnologico tutto europeo

L’indipendenza tecnologica non è una parola d’ordine isolata, ma un orizzonte da costruire con lungimiranza. Il forte sostegno espresso dagli italiani rappresenta un segnale chiaro: esiste una domanda sociale di protagonismo europeo nella tecnologia, che può tradursi in politiche pubbliche coraggiose e investimenti mirati.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale, il cloud e la cybersicurezza definiscono le nuove sfide globali, l’Italia e l’Europa hanno tutte le carte in regola per essere non semplici utenti, ma creatori di futuro. La sovranità digitale è la strada per farlo con identità, sicurezza e visione.

Luca Gentile

Autore su Stranifatti.it. Fatti, storie e persone raccontati con attenzione al territorio.

Scopri tutti gli articoli →
ARTICOLO PRECEDENTE
ARTICOLO SUCCESSIVO