
La notizia arriva in un momento di fermento sui mercati, con Nvidia che ha guadagnato oltre il 40% da maggio, nonostante un inizio d’anno segnato da incertezze geopolitiche, dalle tensioni con la Cina di DeepSeek fino ai timori legati alla politica commerciale di Donald Trump. A rilanciare il titolo sono stati gli accordi siglati in Medio Orientedurante la visita del presidente americano e il rinnovato slancio dell’IA, ormai percepita da governi e aziende come infrastruttura strategica.
Una trasformazione inarrestabile
Fondata nel 1993 da Jensen Huang, oggi ancora CEO, Nvidia è passata in poco più di tre anni da produttrice di chip per videogiochi a spina dorsale della nuova economia dell’IA. Il punto di svolta è arrivato nel 2022, con l’esplosione di ChatGPT: da allora, la corsa è stata continua. Mille miliardi nel 2023, duemila a febbraio 2024, tremila a giugno, fino agli storici 4.000 miliardi di luglio 2025.
Un traguardo che segna anche il sorpasso su due colossi della tecnologia mondiale. Apple, prima società a sfondare il muro dei 3.000 miliardi nel 2022, vale oggi 3.100 miliardi. Microsoft, che ha guidato per mesi la sfida al vertice, si attesta a circa 3.700 miliardi. Nel 2022, Nvidia era ancora sotto quota 800 miliardi. Il sorpasso è arrivato in meno di tre anni.
Un futuro scritto nell’IA
Le proiezioni per Nvidia sono altrettanto impressionanti. Secondo gli analisti, i ricavi potrebbero crescere del 55%quest’anno fino a raggiungere 200 miliardi di dollari, con un utile netto previsto di 105 miliardi. Un ritmo alimentato da investimenti record da parte delle Big Tech: Amazon, Google, Microsoft e Meta investiranno complessivamente 350 miliardi di dollari nel 2025 per l’intelligenza artificiale, con un incremento del 41% rispetto all’anno precedente.
Non sorprende che Jensen Huang, nella recente call con gli investitori, abbia definito la domanda globale per l’IA “incredibilmente forte”, sottolineando come sempre più Paesi vedano l’intelligenza artificiale come un’infrastruttura fondamentale, al pari dell’elettricità e di internet. E Nvidia, in questo scenario, si posiziona come l’azienda cruciale su cui poggia l’intera impalcatura tecnologica globale.
Un primato che ridefinisce gli equilibri
L’ascesa di Nvidia è molto più di una corsa azionaria. È il simbolo di un cambiamento epocale nel settore tecnologico, dove la potenza computazionale, l’elaborazione dei dati e le architetture di IA valgono più dell’hardware tradizionale o dei sistemi operativi.
Con un ecosistema globale che si affida sempre più ai suoi chip per alimentare server, data center e sistemi di deep learning, Nvidia è oggi al centro della nuova economia digitale. Il suo primato non rappresenta solo un risultato finanziario, ma una dichiarazione di forza tecnologica, geopolitica e industriale.
Nvidia è ufficialmente la regina del mercato globale. Con una capitalizzazione che ha toccato i 4.000 miliardi di dollari, il colosso dei semiconduttori ha superato in un solo colpo Microsoft e Apple, diventando la prima azienda al mondo a raggiungere questo traguardo storico. Una corsa senza precedenti, alimentata dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e da una domanda mondiale che non accenna a rallentare.
La notizia arriva in un momento di fermento sui mercati, con Nvidia che ha guadagnato oltre il 40% da maggio, nonostante un inizio d’anno segnato da incertezze geopolitiche, dalle tensioni con la Cina di DeepSeek fino ai timori legati alla politica commerciale di Donald Trump. A rilanciare il titolo sono stati gli accordi siglati in Medio Orientedurante la visita del presidente americano e il rinnovato slancio dell’IA, ormai percepita da governi e aziende come infrastruttura strategica.
Una trasformazione inarrestabile
Fondata nel 1993 da Jensen Huang, oggi ancora CEO, Nvidia è passata in poco più di tre anni da produttrice di chip per videogiochi a spina dorsale della nuova economia dell’IA. Il punto di svolta è arrivato nel 2022, con l’esplosione di ChatGPT: da allora, la corsa è stata continua. Mille miliardi nel 2023, duemila a febbraio 2024, tremila a giugno, fino agli storici 4.000 miliardi di luglio 2025.
Un traguardo che segna anche il sorpasso su due colossi della tecnologia mondiale. Apple, prima società a sfondare il muro dei 3.000 miliardi nel 2022, vale oggi 3.100 miliardi. Microsoft, che ha guidato per mesi la sfida al vertice, si attesta a circa 3.700 miliardi. Nel 2022, Nvidia era ancora sotto quota 800 miliardi. Il sorpasso è arrivato in meno di tre anni.
Un futuro scritto nell’IA
Le proiezioni per Nvidia sono altrettanto impressionanti. Secondo gli analisti, i ricavi potrebbero crescere del 55%quest’anno fino a raggiungere 200 miliardi di dollari, con un utile netto previsto di 105 miliardi. Un ritmo alimentato da investimenti record da parte delle Big Tech: Amazon, Google, Microsoft e Meta investiranno complessivamente 350 miliardi di dollari nel 2025 per l’intelligenza artificiale, con un incremento del 41% rispetto all’anno precedente.
Non sorprende che Jensen Huang, nella recente call con gli investitori, abbia definito la domanda globale per l’IA “incredibilmente forte”, sottolineando come sempre più Paesi vedano l’intelligenza artificiale come un’infrastruttura fondamentale, al pari dell’elettricità e di internet. E Nvidia, in questo scenario, si posiziona come l’azienda cruciale su cui poggia l’intera impalcatura tecnologica globale.
Un primato che ridefinisce gli equilibri
L’ascesa di Nvidia è molto più di una corsa azionaria. È il simbolo di un cambiamento epocale nel settore tecnologico, dove la potenza computazionale, l’elaborazione dei dati e le architetture di IA valgono più dell’hardware tradizionale o dei sistemi operativi.
Con un ecosistema globale che si affida sempre più ai suoi chip per alimentare server, data center e sistemi di deep learning, Nvidia è oggi al centro della nuova economia digitale. Il suo primato non rappresenta solo un risultato finanziario, ma una dichiarazione di forza tecnologica, geopolitica e industriale.




