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Puglia, anziani digitali: Regione e INPS portano la formazione nelle Università della Terza Età

Regione Puglia e INPS presentano un accordo per promuovere competenze digitali e accesso autonomo ai servizi online nelle Università della Terza Età.

di La RedazioneSettembre 22, 2026  |  2 min di lettura
Persone anziane accompagnate nell’uso di un tablet: immagine illustrativa della formazione digitale in Puglia.

Regione Puglia e Direzione regionale INPS presentano oggi, 22 settembre, un accordo per promuovere l’uso consapevole dei servizi digitali nelle Università della Terza Età. L’iniziativa punta ad accompagnare cittadini adulti e anziani verso un accesso più autonomo agli strumenti online dell’Istituto, attraverso attività informative e formative.

La presentazione è prevista dalle 10.30 nella Sala 3 del Padiglione 152 della Fiera del Levante. Il progetto parte da un principio semplice: digitalizzare i servizi può renderli più rapidi, ma senza competenze diffuse rischia di creare nuove distanze.

Formazione nelle Università della Terza Età

Secondo la comunicazione della Regione Puglia, l’accordo rafforza la collaborazione istituzionale con l’INPS e coinvolge le Università della Terza Età presenti sul territorio regionale. Le iniziative saranno rivolte ai loro iscritti e dedicate alle competenze digitali di base.

Il contributo specialistico dell’INPS dovrà aiutare i partecipanti a comprendere meglio procedure, strumenti di accesso e servizi disponibili online. Il ruolo delle UTE sarà importante per trasformare informazioni tecniche in percorsi vicini ai bisogni reali delle persone.

Autonomia, non sostituzione

L’obiettivo dichiarato è favorire l’utilizzo autonomo dei servizi. Non significa lasciare soli gli utenti, ma offrire conoscenze sufficienti per compiere operazioni quotidiane con maggiore sicurezza e consapevolezza.

L’area personale MyINPS, ad esempio, consente di consultare pratiche, avvisi, scadenze e servizi. L’accesso avviene tramite identità digitale SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o eIDAS per i cittadini dell’Unione europea. Sono strumenti utili, ma possono risultare complessi per chi non li usa abitualmente.

Il divario digitale è anche sociale

La mancanza di competenze digitali può trasformarsi in una barriera nell’accesso a previdenza, sostegni e informazioni personali. Per questo la formazione non dovrebbe limitarsi a spiegare dove cliccare: servono anche indicazioni su password, riconoscimento delle truffe, tutela dei dati e richiesta di assistenza.

Il percorso annunciato può diventare un modello utile se sarà continuativo, accessibile e verificabile nei risultati. Il numero delle persone coinvolte, il calendario degli incontri e le modalità operative non sono indicati nella nota di presentazione e dovranno essere comunicati nelle fasi successive.

Un servizio pubblico più vicino

L’innovazione è davvero inclusiva quando riduce la dipendenza dagli altri senza cancellare i canali di aiuto. Sportelli, supporto umano e formazione possono convivere con i servizi online, soprattutto per le persone anziane o fragili.

L’accordo presentato in Fiera del Levante va in questa direzione. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di raggiungere anche chi parte da competenze minime e di mantenere un accompagnamento nel tempo.


Fonti

La Redazione

Autore su Stranifatti.it. Fatti, storie e persone raccontati con attenzione al territorio.

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