
A settembre 2026 l’inflazione in Italia sale al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. È la stima preliminare dell’Istat sull’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), diffusa il 30 settembre. Su base mensile l’aumento è dello 0,7%.
Energia e alimentari freschi spingono i prezzi
La spinta principale viene dai beni energetici: la crescita annua dei prezzi passa dal 17,1% al 22,3%. Accelerano anche gli alimentari non lavorati, dal 3,8% al 5,5%. Per i prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, l’incremento annuo sale dallo 0,9% all’1,7%.
La misura europea
L’indice armonizzato IPCA, usato per confrontare l’inflazione tra Paesi europei, è stimato al 4,1% annuo in Italia. Il dato definitivo nazionale è previsto per il 16 ottobre. Per l’Eurozona, invece, la stima rapida di settembre è programmata da Eurostat per il 2 ottobre: non è ancora un dato disponibile.
La differenza fra le due misure è importante: il 4,2% è la stima nazionale NIC, il 4,1% quella armonizzata IPCA. Entrambe restano provvisorie.
Fonte: Istat, Prezzi al consumo (dati provvisori), settembre 2026; Eurostat, calendario della prossima stima rapida. Testo elaborato autonomamente dalla redazione di Stranifatti.it.
Immagine di repertorio: Andrea Huls Pareja / Unsplash.




