
La proposta di attribuire il Salvator Mundi soprattutto a Giovanni Antonio Boltraffio arriva da un comunicato di Átila Soares da Costa Filho diffuso il 2 ottobre. Il ricercatore riferisce un’analisi con il sistema di intelligenza artificiale Luminari e una compatibilità dell’81%. Il risultato, per ora, è una sua dichiarazione: non equivale a una nuova attribuzione accertata dell’opera.
La proposta e ciò che si può verificare
Secondo il comunicato ricevuto dalla redazione, l’analisi delle immagini del dipinto indicherebbe affinità con Boltraffio, allievo di Leonardo, pur lasciando spazio a un contributo del maestro. Soares sostiene anche di avere ricostruito digitalmente l’aspetto precedente al restauro. Non abbiamo trovato una pubblicazione che esponga per questo specifico dipinto campione, immagini di input, procedura, intervalli di incertezza e verifica indipendente del valore dell’81%. La percentuale va dunque letta come risultato riferito dall’autore, non come probabilità certificata di paternità.
Esiste invece un articolo scientifico di Colizzi, Soares e Lorusso, pubblicato il 10 giugno 2026, che descrive Luminari su due casi della cerchia di Rembrandt. Gli autori stessi discutono i limiti dell’attribuzione automatica quando gli stili sono vicini. Quello studio non presenta un test del Salvator Mundi.
Una storia attributiva complessa
Nel catalogo dell’asta del 2017, Christie’s presentò la tavola come opera di Leonardo e ricostruì l’esame degli studiosi e del restauro; lo stesso catalogo ricorda che in passato il quadro era stato descritto anche in relazione a Boltraffio. La vendita del 15 novembre 2017 raggiunse 450,3 milioni di dollari. La nuova lettura annunciata da Soares si inserisce quindi in una discussione che richiede confronto fra storia dell’arte, documentazione materiale e risultati riproducibili, non un verdetto basato su una sola metrica.
Un precedente studio sull’uso delle reti neurali per il Salvator Mundi segnala a sua volta la difficoltà di addestrare questi modelli sul numero molto ridotto di dipinti certamente autografi di Leonardo. La verifica della proposta di Soares dipenderà dalla disponibilità dei dati e dal vaglio di specialisti indipendenti.
Immagine di repertorio: il dipinto oggetto del dibattito, riproduzione da Wikimedia Commons, pubblico dominio; fonte originaria Christie’s.
Fonti
- Comunicato di Átila Soares da Costa Filho, ricevuto dalla redazione il 3 ottobre 2026 (inviato il 2 ottobre secondo l’orario del mittente).
- Colizzi, Soares da Costa Filho e Lorusso, Conservation Science in Cultural Heritage, 10 giugno 2026.
- Christie’s, scheda d’asta del Salvator Mundi, 2017.
- Frank e Frank, A Neural Network Looks at Leonardo’s(?) Salvator Mundi, 2020.




