
Il Capocollo di Martina Franca entra tra le indicazioni geografiche protette riconosciute dall’Unione europea. La Commissione europea ha annunciato il 15 ottobre 2026 l’approvazione della registrazione del salume pugliese insieme ad altre tre specialità internazionali. È un riconoscimento che mette al centro la relazione fra qualità, lavoro artigianale e territorio.
Un’identità che nasce nella Valle d’Itria
Secondo il documento unico pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, l’area di produzione comprende Martina Franca, Cisternino e Locorotondo. La specificità del prodotto non dipende soltanto dalla materia prima: il disciplinare descrive lavorazioni tradizionali, salatura, utilizzo del mire cutte, preparato legato alle uve locali, e affumicatura con legno di quercia della zona.
Che cosa significa il riconoscimento IGP
L’indicazione geografica protetta identifica un prodotto il cui nome e la cui reputazione sono legati a una precisa area geografica e a requisiti disciplinati. Per i consumatori rappresenta uno strumento di riconoscibilità; per le imprese del territorio, un’opportunità di tutela della denominazione e di valorizzazione del saper fare locale. Non è, di per sé, una garanzia di aumento automatico delle vendite.
Tradizione e futuro
Il passaggio europeo richiama l’attenzione su una filiera nella quale la conoscenza delle tecniche produttive si tramanda nel tempo. La sfida, ora, è trasformare la visibilità ottenuta in valore durevole, rispettando le regole del disciplinare e raccontando con precisione l’origine del prodotto.
Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale; non raffigura l’evento né persone realmente coinvolte.
Fonti
- Commissione europea, comunicazione del 15 ottobre 2026.
- Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, documento unico C/2026/3344.
Fonti consultate il 16 ottobre 2026.




