
Una casa sicura non è soltanto un tetto: è il punto da cui ripartire per studiare, lavorare, curarsi e partecipare alla vita della comunità. Alla vigilia del 17 ottobre, Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, le Nazioni Unite dedicano il focus del 2026 a «Safe Homes for All», abitazioni sicure per tutti.
La casa al centro della dignità
Secondo l’ONU, oltre 2,8 miliardi di persone nel mondo affrontano una qualche forma di inadeguatezza abitativa. Il dato comprende situazioni diverse e non coincide con il numero di persone senza dimora. Abitazioni insicure, sovraffollate o economicamente inaccessibili possono aggravare l’esclusione sociale e rendere più difficile l’accesso ad altri diritti.
Le priorità indicate dalle Nazioni Unite
La campagna 2026 propone tre direzioni: considerare l’alloggio adeguato una priorità dei diritti umani; coinvolgere concretamente le persone che vivono la povertà nelle decisioni che le riguardano; mobilitare risorse per abitazioni sicure, accessibili e sostenibili economicamente.
Ascoltare chi vive il problema
Le politiche abitative funzionano meglio quando tengono conto dell’esperienza quotidiana delle persone: costi, collegamenti, servizi, barriere architettoniche e continuità della permanenza. Il richiamo dell’ONU non è soltanto a costruire più alloggi, ma a progettare soluzioni insieme alle comunità interessate.
Una domanda anche per i territori
Il tema riguarda le grandi città come i centri più piccoli. Parlare di casa significa interrogarsi su affitti sostenibili, manutenzione, accessibilità e reti di sostegno. L’obiettivo è affrontare la fragilità senza ridurre le persone alla loro condizione economica.
Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale; non raffigura l’evento né persone realmente coinvolte.
Fonti
- Nazioni Unite, Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà 2026.
- UN DESA, 14 ottobre 2026, Three reasons safe homes matter.
Fonti consultate il 16 ottobre 2026.




