Scienza: Si può entrare nei sogni altrui

La Redazione
sogni

La scienza ha dimostrato che è  davvero possibile entrare nei sogni di una persona e stabilire con lei un dialogo, proprio come nel film ‘Inception’ con Leonardo di Caprio. Lo dimostra un esperimento condotto da quattro gruppi di ricerca indipendenti tra Stati Uniti, Francia, Germania e Paesi Bassi. I risultati,
pubblicati sulla rivista Current Biology, aprono un’inaspettata finestra sul mondo onirico, che potrebbe essere sfruttata per risolvere problemi di natura psicologica e per capire meglio il rapporto tra sonno e memoria.
I volontari impegnati nello studio  studio sono stati arruolati  tra la Northwestern University nell’Illinois, la Sorbona di Parigi, l’Universita’ di Osnabruck nella Bassa Sassonia e il Radboud University Medical Center vicino a Nimega, nei Paesi Bassi. Tra i partecipanti, alcuni erano dei ‘sognatori lucidi’, ovvero persone consapevoli dei propri sogni tanto da essere perfino in grado di controllarli, mentre gli altri volontari sono stati addestrati a diventarlo.
L’attivita’ del loro cervello e’ stata registrata durante il sonno grazie all’elettroencefalogramma, mentre venivano monitorati i movimenti degli occhi e le contrazioni dei muscoli facciali, tutti indicatori della fase Rem.
Nei quattro laboratori sono stati sperimentati metodi diversi per entrare in contatto con la persona immersa nel sogno (attraverso la voce, stimoli luminosi o il contatto fisico), in modo da chiederle di seguire istruzioni, fare semplici calcoli numerici o riconoscere la differenza tra diversi stimoli sensoriali. “E’ come trovare un modo per comunicare con un astronauta su un altro pianeta, anche se nel nostro caso il
pianeta e’ interamente basato sui ricordi memorizzati nel cervello”, spiegano i ricercatori.

Il gruppo di ricerca ha scoperto che le persone durante la fase REM potevano seguire le istruzioni, risolvere i calcoli, rispondere a domande e contrarre muscoli facciali. “Trovare un mezzo di comunicazione con le persone addormentate – commenta il ricercatore – potrebbe far luce sulle future indagini sui sogni e sulla memoria, potenzialmente aprendo la strada alla comunicazione con gli astronauti nei futuri lunghi viaggi attraverso il Sistema solare”. “Abbiamo combinato i risultati di diversi approcci – commenta Karen
Konkoly, studentessa di dottorato presso la Northwestern University – per attestare in modo piu’ convincente la realta’ di questo fenomeno di comunicazione a due vie. Le prossime indagini sulla capacita’ di interagire con le persone addormentate potrebbero utilizzare questi metodi per valutare le
capacita’ cognitive della fase onirica e confrontarle con le caratteristiche tipiche della veglia”.
Gli autori sperano che le nuove informazioni possano aiutare le persone a risolvere i disturbi del sonno o diminuire la frequenza degli incubi nelle situazioni cliniche. “Gli esperimenti di follow-up condotti dai membri dei nostri team – conclude Konkoly – mirano a indagare sulle connessioni tra il sonno e l’elaborazione della memoria. Per le prossime ricerche cercheremo di far luce sull’elaborazione della memoria”.

Angela Tangorra

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