Amazon lancia “Leo”: la nuova internet satellitare che sfida Starlink
Amazon presenta Amazon Leo, la connessione satellitare in orbita bassa pensata per portare internet ad alta velocità nelle aree remote del mondo.

Amazon entra ufficialmente nel campo della connettività satellitare con Amazon Leo, un servizio progettato per portare internet ad alta velocità nelle regioni più isolate del pianeta. L’annuncio, arrivato il 14 novembre, segna l’inizio di una sfida diretta e dichiarata al dominio costruito finora da Starlink, la rete satellitare di SpaceX già utilizzata in contesti critici come l’Ucraina.
Leo prende il nome dall’orbita Low Earth Orbit (LEO), la fascia di bassa quota attorno alla Terra dove verranno collocati i satelliti della costellazione. È un progetto nato nel 2019 con il nome di Project Kuiper, con l’ambizione di ridurre il divario digitale globale e portare connessioni affidabili nelle zone prive di infrastrutture tradizionali.
Una costellazione da oltre tremila satelliti per coprire il mondo
Secondo la nota ufficiale diffusa da Amazon, l’azienda sta lavorando alla costruzione di una costellazione di 3.236 satelliti, un numero che conferma la volontà di competere direttamente con Starlink, oggi leader del settore. Ad oggi sono già oltre 150 i satelliti lanciati, abbastanza per iniziare a testare la rete e fornire una prima copertura in aree selezionate. Amazon sottolinea che la produzione procede “con una delle linee satellitari più grandi al mondo”, segno di un investimento industriale enorme, pensato per accelerare la messa in orbita del resto della flotta.
Il progetto, fin dalla sua nascita, mira a raggiungere luoghi remoti, comunità rurali e territori privi di connessioni cablate, dove la posa della fibra è troppo costosa o tecnicamente complessa. L’infrastruttura Leo opera infatti a basse altitudini, riducendo la latenza e avvicinando di molto la performance dell’internet satellitare a quella delle reti terrestri più moderne.
Partnership internazionali e primi operatori già coinvolti
Amazon ha anche confermato l’ingresso di diversi partner nel programma: tra i primi ci sono JetBlue, L3Harris, DirecTV Latin America, Sky Brasil e l’operatore della National Broadband Network australiana.
Si tratta di realtà molto diverse tra loro, ma accomunate dall’esigenza di offrire un accesso stabile e veloce nei settori dell’aviazione, dell’intrattenimento televisivo, della sicurezza e della connettività domestica. Le partnership sono un segnale evidente del peso che Amazon vuole ricoprire in un mercato sempre più competitivo, dove l’internet via satellite rappresenta una soluzione concreta alla mancanza di infrastrutture.
Tre terminali per tre tipi di utenti: dalla versione compatta al 1 Gbps
Secondo quanto anticipato da Dday, Amazon Leo offrirà tre diversi terminali per permettere agli utenti di scegliere la configurazione più adatta alle proprie esigenze. La linea include un modello ultra-compatto, pensato per installazioni veloci e portatili, un terminale standard con velocità fino a 400 Mbps, e una versione enterprise ad alta larghezza di banda capace di raggiungere 1 Gbps, dedicata a industrie, imprese e infrastrutture pubbliche. Questa modularità permette ad Amazon di rivolgersi a un pubblico molto ampio, dagli utenti privati alle aziende che lavorano in aree isolate o che hanno bisogno di una rete di backup in caso di emergenze.
Una nuova corsa allo spazio digitale
Il lancio di Amazon Leo si inserisce in una nuova fase della corsa allo spazio, in cui le grandi aziende tecnologiche non guardano più alle orbite solo come frontiera scientifica, ma come infrastruttura per la connettività globale.
L’obiettivo è ridurre il divario digitale ancora presente in molte parti del mondo, ma anche costruire servizi sempre più veloci e resilienti, meno vulnerabili a guasti terrestri e catastrofi ambientali. Con oltre 3.200 satelliti previsti e una produzione che procede a ritmo serrato, Amazon vuole posizionarsi accanto ai grandi player del settore e diventare un punto di riferimento per l’internet satellitare del prossimo decennio.

