
L’Iran non intende arrendersi agli Stati Uniti, ma continua a lasciare aperta la porta alla diplomazia. È il messaggio portato dal presidente Masoud Pezeshkian all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dopo le dure parole pronunciate il giorno precedente dal presidente americano Donald Trump.
La risposta di Teheran
Pezeshkian ha accusato Trump di adottare una logica di pressione e intimidazione e ha affermato che le minacce non porteranno l’Iran alla resa. Allo stesso tempo ha ribadito la disponibilità del Paese al dialogo e ai negoziati per arrivare a una soluzione diplomatica del conflitto.
Diplomazia e condizioni ancora distanti
Le dichiarazioni arrivano mentre a New York proseguono contatti diplomatici. Reuters ha riferito che Teheran ha manifestato disponibilità a discutere anche della riapertura dello Stretto di Hormuz, collegandola però a condizioni che comprendono una riduzione della pressione militare statunitense e la rimozione del blocco sui porti iraniani.
Parole da distinguere dai risultati
La disponibilità dichiarata dalle parti non equivale ancora a un accordo. Le posizioni restano distanti e il conflitto continua. Per questo le dichiarazioni all’Onu vanno lette come segnali politici all’interno di un negoziato ancora incerto, evitando di trasformare aperture diplomatiche in un cessate il fuoco che, al momento, non è stato raggiunto.
Fonti verificate: Reuters, 22-23 settembre 2026; Assemblea generale delle Nazioni Unite. Segnalazione editoriale: Good Morning Italia, 24 settembre 2026.
Immagine suggerita: Assemblea generale Onu o ritratto istituzionale di Masoud Pezeshkian con credito della fonte/licenza.




